Mondiali 2026, Infantino in stile Trump: “Ho unito il mondo, chi critica odia”

Articolo di Martino Davidi

In un messaggio il presidente della FIFA risponde alle critiche contrattaccando anche su Iran e il caso Balogun

Il presidente della FIFA Gianni Infantino risponde alle critiche che gli sono piovute addosso durante i Mondiali autocelebrandosi con un messaggio pubblicato sui social: “A tutti coloro che si sono persi il nostro bellissimo sport, le emozioni, le celebrazioni, le risate, le lacrime, le esultanze e la gioia. A tutti voi che vi siete persi l’occasione di vedere bambini, neonati, nonni e genitori riunirsi per questo splendido evento, chiedo scusa perché le partite sono finite e mi dispiace che vi siate persi tutta quella gioia e quell’unione”.

“Mi dispiace che siate stati così sopraffatti dall’odio e dalle critiche da perdervi tutto. A coloro che, dietro le loro penne e carte, dietro i loro schermi, diffondono odio e false voci, voglio dire che mentre voi siete seduti in seconda fila, noi della Fifa siamo in prima linea a organizzare, lavorare sodo e offrire il miglior spettacolo del mondo. Mentre voi vi nascondete, noi esploriamo le strade di Canada, Messico e Stati Uniti, parliamo con i fan, interagiamo con le persone e garantiamo la sicurezza di tutti. Mentre voi vi dividete, noi ci uniamo”.

Infantino ha celebrato la presenza dell’Iran ai Mondiali. La nazionale di Teheran si era lamentata per il trattamento discriminatorio durante la rassegna iridata: “Mentre voi seminavate odio, noi lavoravamo instancabilmente per unire due Paesi in guerra. L’Iran è entrato negli Stati Uniti senza incidenti né conflitti. Quando la squadra iraniana ha iniziato a giocare, tutti i cori contro di loro si sono trasformati in un unico inno. I tifosi sono diventati il Paese, sono diventati la squadra e hanno sostenuto il Team Melli. Questo è il potere del calcio. La squadra iraniana ha ottenuto i visti per entrare perché il calcio è sinonimo di pace. Non di politica. Il calcio è sinonimo di unità, non di divisione. Il calcio è più grande dell’odio e della discriminazione”.

Il caso Balogun, l’attaccante degli USA a cui è stata incredibilmente revocata la squalifica, viene liquidato così: “In effetti, decisioni arbitrali ‘discutibili’ o provvedimenti disciplinari ‘strani’, come ad esempio cartellini rossi o gialli potenzialmente errati o successive decisioni di non squalificare i giocatori in determinate situazioni, sono prassi comune e ampiamente accettate in alcuni dei campionati più importanti del mondo. Alle penne e alla carta, a tutti gli schermi, possiate voi trovare amore e pace dove le persone alle vostre spalle non sono riuscite a trovarli. Che possiate trovare la pace; noi della Fifa abbiamo trovato la nostra e la diffondiamo offrendo la Coppa del Mondo più straordinaria di sempre. Che il calcio si elevi al di sopra di ogni odio”.

Aleksander Ceferin, presidente dell’UEFA, ha disertato la finale del MetLife Stadium in segno di aperto boicottaggio nei confronti della gestione FIFA del torneo, certificando una rottura totale con Infantino, di cui è formalmente anche vicepresidente. L’UEFA aveva già diffuso una durissima nota definendo la revoca della squalifica di Balogun “una scelta senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”, accusando la Federazione mondiale di aver “oltrepassato una linea rossa”.

Le tensioni tra le due massime istituzioni del calcio mondiale non si limitano al caso Balogun. Ceferin si oppone con fermezza all’idea di portare il Mondiale da 48 a 64 squadre, possibilità già ventilata dallo stesso Infantino e confermata in anteprima dal presidente della CONMEBOL Alejandro Dominguez in vista dell’edizione 2030. Il numero uno dell’UEFA ha inoltre contestato i prezzi ritenuti proibitivi dei biglietti e ha rifiutato di adottare alcune delle nuove regole introdotte dalla FIFA, come il cartellino rosso per chi copre la bocca durante una discussione o per chi abbandona il campo in segno di protesta. Un quadro che rende le autocelebrazioni di Infantino ancora più difficili da digerire per Francoforte.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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