Il difensore ex Atalanta racconta del suo rapporto con Gasperini e Simeone e svela il suo sportivo preferito.
Dalla scorsa estate Matteo Ruggeri è all’Atletico Madrid, squadra nella quale è approdato lasciando l’Atalanta, il club dove è cresciuto calcisticamente. Dopo un periodo di ambientamento abbastanza difficile, negli ultimi due mesi il 23enne della provincia di Bergamo ha guadagnato la fiducia del tecnico dei Colchoneros Diego Pablo Simeone, che ora lo schiera come titolare fisso. In un’intervista a Cronache di Spogliatoio Ruggeri ha parlato un po’ di tutto, anche della sua passione per la MotoGP, per la verità un po’ tramontata da quando si è ritirato il suo idolo Valentino Rossi.
“Devo dire che ci ho messo un po’ per ambientarmi all’Atletico e capire dove mi trovassi. Arrivando dalla scuola Atalanta, ho ritrovato molti aspetti simili nello stile di gioco, tante caratteristiche di Simeone sono simili a quelle che aveva Gasperini – dice Ruggeri, che mette l’accento sull’0intensità che il Cholo vuole dai suoi calciatori specie nel reparto arretrato -. Si lavora sulla fase difensiva, molto, già in passato a Bergamo mi trovavo a mio agio e se stai bene fisicamente, nel mio ruolo si nota molto di più”.
“Qui anche se non giochi, percepisci di essere sempre parte del gruppo perché c’è un grande senso di appartenenza e attaccamento alla maglia – continua Ruggeri -. Anche se rimani in panchina per alcune gare, ti senti sempre dentro la partita. Mi è capitato di non partecipare ad alcune ma il clima è sempre incredibile, in casa lo stadio ti spinge fino all’ultimo minuto e io percepisco meno la stanchezza. Rispetto all’Italia è una cosa che si nota: si sente di più l’atmosfera dal campo, il calore è diverso. Ovvio, anche a Bergamo il tifo era incredibile e soprattutto con lo stadio nuovo, negli ultimi anni ci siamo regalati anche una certa Europa League…”.
“Gasperini? Ci sentiamo spesso, mi chiama al telefono e adesso che non siamo più insieme, parliamo anche meno di calcio. Lo devo ringraziare per sempre: per i consigli, ma soprattutto per i rimproveri, perché quando doveva farlo, lo faceva bene. Entrambi, Gasperini e Simeone, ti inculcano il credo di non mollare mai, di non accontentarti, andare oltre ogni ostacolo anche per avere benefici sul gruppo in generale”.
Ecco poi l’accenno alle due ruote: “Non ero una promessa del motocross, ma mi piaceva andare con mio cugino e lo praticavo spesso. Lui è forte, corre ancora e sta avendo una grande crescita, sono molto contento per lui e gli auguro il meglio. Io con il passare del tempo ho capito che preferivo il calcio e mi sono spostato”.
“Amo la MotoGP, se mi chiedi so tutto, anche se da quando ha abbandonato il mio idolo Valentino Rossi ho perso un po’ quell’interesse. Ma prima non c’era una domenica di corse in cui alle 14 non fossi davanti alla televisione. Ora sono contento dei tanti italiani che sono là davanti… anche se mi sono trasferito nel Paese del ‘nemico’ (Marc Marquez, ndr), che però è davvero un fenomeno”, conclude Ruggeri.