Nuove rivelazioni dal Times, che ha intercettato la richiesta inviata dal massimo dirigente del calcio mondiale alle singole federazioni.
Arrivano nuove rivelazioni dal Times sul piano tramite il quale la FIFA cederebbe una parte del valore del Mondiale di calcio a investitori privati, tra i quali ci sarebbe anche Joshua Kushner, fratello di Jared, quest’ultimo genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I giornalisti della testata britannica hanno infatti raccolto fonti che dimostrano come Gianni Infantino, presidente della FIFA, abbia inviato alle 211 federazioni iscritte, all’indomani della rassegna iridata conclusa il 19 luglio con la vittoria della Spagna, un vero e proprio ultimatum.
Entro il 19 settembre, in sintesi, la singole federazioni dovranno approvare il piano di investimento privato della FIFA, un progetto da 20 miliardi di dollari, con una nuova società controllata da FIFA ma partecipata al 20% da investitori esterni, tra cui Thrive Capital, il fondo di Joshua Kushner. Infantino, nella missiva, ha spiegato che chi accetterà potrà rientrare in un pacchetto di fondi da 10 miliardi di dollari complessivi, chi invece si rifiuterà continuerà a far parte del progetto Forward, il cui budget si ferma a 2,7 miliardi.
La reazione del mondo del calcio è stata tutt’altro che positiva anche a questa notizia: l’UEFA non solo ribadisce il proprio sdegno per non essere stata consultata sul tema, ma conferma anche anche la possibilità di misure drastiche compresa l’ipotesi, estrema ma significativa, di un boicottaggio del Mondiale. Aleksander Ceferin ha già convocato un’assemblea straordinaria con le sue 55 federazioni, ma anche altre realtà come la Football Association inglese e la Concacaf, la confederazione di Nord e Centroamerica, hanno espresso preoccupazione.
Il nodo centrale è politico, oltre che economico: la creazione di una società esterna che gestirebbe le competizioni FIFA (Coppa del Mondo, Mondiale per Club e Intercontinentale, fra le altre) viene percepita come un tentativo di spostare il baricentro del potere, riducendo il ruolo delle confederazioni e dei principali stakeholder del calcio mondiale per darlo a personaggi molto vicini a Donald Trump, che non ha mai nascosto il suo apprezzamento per Infantino tanto da proporlo informalmente come nuovo Segretario generale dell’ONU.
Infantino, dal canto suo, difende la scelta come un’opportunità “singolare e unica”, ma la tempistica e le modalità proposte da una lettera arrivata dopo l’annuncio pubblico, senza consultazioni preliminari, ha aggravato la frattura. Il risultato è un clima di caos istituzionale, con la FIFA che accelera e l’UEFA che, per prima, prepara il contrattacco. La battaglia non riguarda solo un piano finanziario ma la governance del calcio globale, cioè chi decide, chi controlla e chi guida il futuro del gioco. E la crepa, già profonda, rischia di allargarsi.