Sandro Gamba è tornato a soffermarsi sulla situazione dell\'Olimpia Milano nel consueto appuntamento del giovedì sulle pagine dell\'edizione milanese de La Repubblica
Sandro Gamba è tornato a soffermarsi sulla situazione dell’Olimpia Milano nel consueto appuntamento del giovedì sulle pagine dell’edizione milanese de La Repubblica. L’ex allenatore ha analizzato le differenze tra il livello della Serie A italiana e quello dell’EuroLeague, sottolineando come negli ultimi anni numerose formazioni europee abbiano compiuto importanti passi avanti, aumentando sensibilmente la competitività della manifestazione.
Un’evoluzione che ha reso ancora più complicato il percorso dell’Olimpia Milano, chiamata a ridurre il distacco dalle principali rivali continentali. Gamba ha quindi evidenziato le difficoltà dei biancorossi, soffermandosi anche sulla qualità del prossimo avversario: “Le squadre sono cresciute molto e molte di loro hanno ormai superato Milano. Anche quelle che ai miei tempi, da giocatore prima e da allenatore poi, erano nettamente inferiori. Quella di stasera è un’altra tappa importante. Il Barcelona ha sempre espresso un basket di grande qualità, molto tecnico, pulito. Magari senza avere necessariamente dei fuoriclasse assoluti, ma con un livello collettivo sempre molto elevato”.
Il giudizio dell’ex tecnico arriva dopo una stagione europea deludente per i biancorossi. Per il quarto anno consecutivo l’Olimpia ha mancato l’accesso ai playoff di EuroLeague, la cui ultima partecipazione risale al 2021-2022. Lo scorso aprile, all’indomani della sconfitta casalinga con il Bayern Monaco (94-84, con il passivo arrivato fino al -26 nel terzo periodo), Gamba aveva già usato parole severe, parlando di una squadra senza “consistenza né continuità nei 40 minuti” e “troppo molle per valere i playoff in Europa”. In quell’occasione aveva anche invocato un intervento della proprietà, in assenza di leadership sul parquet e dentro al gruppo.
Già nell’autunno scorso Gamba aveva indicato nella mancanza di un leader vocale uno dei limiti della squadra, capace di subire parziali pesanti nei momenti decisivi. Allo stesso tempo aveva riconosciuto in Armoni Brooks un chiaro punto di riferimento offensivo, “giocatore da Eurolega”. Brooks è stato tra i migliori anche nella sconfitta di Istanbul contro il Fenerbahce dello scorso marzo (22 punti), nella quale Milano aveva comandato fino all’intervallo prima di essere rimontata.
Quello stesso mese l’Olimpia aveva festeggiato i 90 anni della società con un Forum di Assago sold-out e tinto di biancorosso per la sfida con la Dinamo Sassari, e Gamba era stato tra le leggende del club attese all’evento, insieme a Dan Peterson. Quella festa aveva chiuso il periodo “lontano da casa” dei biancorossi, che avevano giocato 15 gare all’Allianz Cloud (10 di EuroLeague e cinque di campionato). L’ultima di queste era stata proprio la sfida di EuroLeague contro il Barcellona.
Sullo sfondo resta il futuro della competizione, di cui Milano è parte. In settimana il presidente Dejan Bodiroga ha annunciato che dalla prossima stagione l’EuroLeague passerà da 20 a 24 squadre, abbandonando il girone unico a favore di una struttura su due conference, sul modello NBA. “Non abbiamo ancora stabilito i criteri per la composizione di queste conference”, ha precisato Bodiroga, secondo cui il torneo “non è mai stato così forte come oggi”, con oltre 3.300.000 spettatori nei palazzetti e più di 500 milioni di telespettatori nell’ultima stagione.