L'unico direttore di gara donna della serie A di basket ha rivelato di essere in dolce attesa: "Spero di rientrare il prima possibile"
Silvia Marziali, l’unico arbitro donna del massimo campionato italiano di basket, ha rivelato su Instagram di essere incinta, spiegando l’assenza degli ultimi mesi. “Negli ultimi 20 anni non c’è stato un giorno in cui non abbia pensato alla pallacanestro. Le ho dato tutto, quello che avevo e anche quello che non avevo, e credo di aver sacrificato poco, anche se quel poco me lo ricordo molto bene.
Mi son sempre fatta molte domande e il tema della maternità è stato tutto tranne che statico, ma sicuramente senza pressione: ho rimaneggiato più volte il significato, pensandoci a fondo, ottenendo poche risposte, lasciando il discorso sempre sospeso, consapevole che per me fosse una scelta e mai un dovere o un passaggio obbligato in quanto donna”.
“Amo molto la vita che mi sono costruita. Poi un giorno mi sono innamorata e le cose hanno acquisito una prospettiva nuova, diversa. Quando un paio di mesi fa ho scoperto di essere incinta, il vortice di emozioni e di pensieri mi ha tenuta parecchio impegnata ma è stato molto divertente osservare la mia instabilità tra dubbi, felicità e ovviamente paura. Alla fine, se dovessi sintetizzare, credo di aver capito che la Vita è molto più grande per contenere solo (tanta) pallacanestro.. e anche se il campo mi manca già veramente molto, ho qualche certezza che il prossimo anno ci ritroveremo di nuovo lì. Un vero grazie a tutte le persone che mi sono state vicine in questo periodo. Non mi sono mai sentita sola”.
Silvia Marziali ha rivelato alla Gazzetta dello Sport di aver ricevuto in estate la chiamata dell’Eurolega: “Non è una gravidanza programmata, l’idea c’era ma non nell’immediato. A luglio mi è arrivata la chiamata per arbitrare in Eurolega, i miei piani erano di tutt’altro tipo… e invece dopo qualche settimana ho scoperto di essere incinta. Negli allenamenti mi sentivo spossata, poi ho iniziato a stare male: le nausee, il reflusso, i sintomi tipici”.
“Io non sono più una ragazzina, ho 38 anni e mezzo. Per tanto tempo non ci ho proprio pensato, perché ero focalizzata sulla carriera: pallacanestro, pallacanestro, pallacanestro. Sapevo benissimo che una maternità avrebbe comportato delle grosse ripercussioni, ma il tema non mi assillava: come donna, non sentivo l’esigenza di dover fare un figlio a tutti i costi. Non mi ritenevo meno realizzata, anche se c’è ancora chi ti guarda storto, se non sei madre alla mia età. L’immaginario spesso è ancora quello, anche per una persona come me, che ha studiato medicina, si è laureata a 29 anni e ha dedicato una vita allo sport. Il mio sogno è che in futuro nessuna donna si senta obbligata ad avere dei figli, ma lo faccia solo quando lo desidera davvero. E mi auguro che tutte possano godere delle giuste tutele nel mondo lavorativo”.