Venezia ko: Neven Spahija non se lo spiega, ma fa chiarezza su Jordan Parks

Articolo di Marco Enzo Venturini

Alcuni aspetti del 75-78 arrivato al PalaTaliercio contro Tortona non vanno giù a Neven Spahija, che inquadra un grosso problema di Venezia.

La Reyer Venezia chiude il campionato perdendo al PalaTaliercio contro la Bertram Derthona, che si impone con il risultato di 75-78 e affronterà gli orogranata anche nei playoff scudetto. Tanti i temi che nel dopopartita ha affrontato Neven Spahija, dal crollo dei suoi al mancato utilizzo di Jordan Parks. Ma il coach della squadra veneta si è concentrato in particolare su un fondamentale che vuole curare in maniera più profonda con la squadra.

“Mi voglio complimentare con Tortona, che nell’ultimo quarto ha giocato meglio di Venezia sia in attacco che in difesa, vincendo la partita pur avendo segnato pochi punti. Per me è davvero difficile capire che cosa ci sia successo per subire 30 punti in dieci minuti. Tanto più che nel terzo periodo avevamo giocato la miglior difesa della stagione portandoci a casa un parziale di 17-6”, ha sottolineato Spahija.

Per il coach croato, comunque, la Reyer Venezia ha un problema da approfondire prima dei playoff. “Questo tema dei tiri liberi mi incuriosisce in negativo – ha sottolineato -. Nelle ultime due partite in casa, quella contro Milano e questa contro Tortona, ne abbiamo sbagliati in totale 23. Ora ci sarà un giorno di riposo, ma martedì torneremo a lavorare e analizzeremo la cosa. Anche perché ai quarti dei playoff ce la vedremo con gli stessi avversari di stasera”.

Riguardo a Parks, invece, la sua assenza è frutto della cautela in vista proprio dei playoff scudetto che attendono Venezia. “Lo abbiamo lasciato in panchina perché sentiva di non essere a posto a livello muscolare. Non abbiamo voluto correre rischi”, ha spiegato Spahija.

Il problema ai tiri liberi non è una novità di questo finale di stagione. Già lo scorso 26 aprile, nella sconfitta interna contro l’Olimpia Milano per 85-90, Spahija aveva lanciato l’allarme dopo aver visto i suoi mancare 11 tiri dalla lunetta in una partita decisa nei dettagli. “Abbiamo imparato una grande lezione prima dei playoff”, aveva detto allora il coach croato, evidentemente senza che il messaggio venisse recepito a pieno dai suoi giocatori nelle settimane successive.

Anche la situazione di Parks va letta in un contesto più ampio. Il lungo statunitense aveva già dovuto fare i conti con i problemi muscolari nel corso della stagione, avendo subito una lesione ai flessori della coscia sinistra lo scorso dicembre che lo aveva tenuto fuori per diverse settimane. Una fragilità fisica che evidentemente non è del tutto risolta e che Spahija non vuole rischiare di aggravare proprio alla vigilia della fase più importante dell’anno.

Per quanto riguarda il quadro generale dei playoff, la Reyer chiude la regular season al quarto posto con 38 punti e affronterà la Bertram Tortona, quinta a quota 34, in una serie al meglio delle cinque partite. Gara-1 è in programma il 17 maggio al PalaTaliercio, con gara-2 fissata per il 19. La serie si sposterà poi a Tortona per le eventuali gare-3 e gara-4, rispettivamente il 22 e il 24 maggio, con l’eventuale bella di nuovo a Venezia il 26.

In caso di passaggio del turno, gli orogranata sfiderebbero in semifinale la vincente della serie tra Virtus Bologna e Dolomiti Energia Trento. Le ‘Vu Nere’, prime in classifica con 46 punti, hanno chiuso la regular season battendo Varese 104-85, contribuendo indirettamente alla qualificazione di Trento ai danni proprio della Openjobmetis. Un percorso a ostacoli che attende Venezia, ma che passa inevitabilmente prima dal superamento di una Tortona già capace, come dimostrato stasera, di mettere in difficoltà la Reyer tra le mura amiche del PalaTaliercio.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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