Capita a tutti di sbagliare e spesso anche ricontrollare non serve. Questa volta è toccato a un quotidiano sportivo nazionale.
Capita a tutti di sbagliare e spesso anche ricontrollare non serve. Questa volta è toccato a un quotidiano sportivo nazionale che, nelle pagine dedicate alla pallacanestro, che domenica ha visto lo svolgimento di quattro partite valide per la massima serie maschile, ha confuso Trieste con Treviso, scatenando una certa ilarità, comunque rispettosa, nei gruppi social relativi alla squadra veneta. I giuliani, protagonisti di una prova molto gagliarda, hanno perso in volata in casa contro la Reyer Venezia, mentre gli uomini di Marcelo Nicola, il giorno prima, erano andati a vincere sul parquet di Trento e sono a punteggio pieno. 0 punti, a oggi, invece, per i biancorossi guidati da Francesco Taccetti.
Trieste ha disputato per la seconda volta in altrettante giornate una gara di altissimo livello, cedendo ancora una volta soltanto nel finale. Contro la Reyer Venezia, campione d’Italia in carica, i biancorossi hanno pagato dazio soprattutto dall’arco: appena 8 canestri su 32 tentativi da tre punti, una percentuale impietosa che ha finito per fare la differenza nei possessi decisivi.
Lo stesso coach Taccetti non ha nascosto la propria amarezza mista a soddisfazione: “Numericamente l’8 su 32 da tre ci ha penalizzato. È la seconda partita che perdiamo alla fine negli ultimi possessi, ma allo stesso tempo è la seconda partita in cui dimostriamo che possiamo competere con chiunque”. Un messaggio chiaro, quello del tecnico biancorosso, che tiene a sottolineare come Trieste abbia affrontato nelle prime due uscite le due finaliste della scorsa Supercoppa: “Abbiamo giocato con le due finaliste dello scorso anno. Anche stasera penso sia stata una partita che, se avessimo vinto noi invece che Venezia, non avrebbe cambiato nulla nel giudizio”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Neven Spahija, il coach della Reyer che a Trieste è di casa – accolto con grande affetto dal pubblico del PalaTrieste – e che non ha lesinato elogi agli avversari: “Se avesse vinto Trieste, non ci sarebbe stato nulla da dire, lo avrebbero meritato ugualmente. Ho visto una Trieste con tantissimo cuore e una gran voglia di lottare”. Il tecnico orogranata ha anche riconosciuto i limiti della propria squadra in questa occasione: “Non abbiamo espresso la nostra pallacanestro. Abbiamo commesso troppi errori sia in fase difensiva che in attacco”. Quanto a Trieste, Spahija si è detto ottimista sul futuro dei giuliani: “C’è grande potenziale per il loro prosieguo di stagione”.
Treviso, dal canto suo, ha già dimostrato di poter fare risultato lontano dalle mura amiche, come testimonia il successo di sabato a Trento. La Nutribullet di Nicola ha affrontato l’avvio di stagione con qualche grattacapo di mercato alle spalle: l’infortunio alla spalla sinistra di Ed Croswell, che dovrebbe rientrare non prima di febbraio, aveva costretto la società veneta a intervenire sul mercato, ingaggiando il lungo Christopher Ike Anigbogu, ex Vanoli Cremona. Insomma, due squadre, due percorsi diversi: Treviso vince e convince, Trieste convince ma ancora non vince. Confonderle, come ha fatto il quotidiano in questione, è un errore che i rispettivi tifosi difficilmente perdonerebbero.