L’evento, valido come corso di aggiornamento per allenatori di primo grado e allievi tecnici del Comitato Territoriale Fipav Brescia, sarà moderato da Claudio Chiari
Cosa vuol dire, davvero, essere un libero? A questa domanda proveranno a dare una risposta Beatrice Parrocchiale, capitana della Valsabbina, e Salvatore Rossini, libero dell’Atlantide, protagonisti dell’incontro promosso da Fipav Brescia in programma mercoledì 25 febbraio, dalle 20 alle 22, alla palestra di Caionvico in via Goldoni, a Brescia.
L’evento, valido come corso di aggiornamento per allenatori di primo grado e allievi tecnici del Comitato Territoriale Fipav Brescia, sarà moderato da Claudio Chiari. Al centro della serata ci sarà l’analisi approfondita di uno dei ruoli più delicati e determinanti della pallavolo.
La Numia Vero Volley Milano intanto fa sognare i propri tifosi andando a vincere in casa dell’Olympiacos Pireo in poco più di un’ora con il punteggio di 0-3 (20-25; 21-25; 17-25), aggiudicandosi così il primo atto dei Play Off di CEV Champions League. Brilla la stella Paola Egonu, MVP del match con 17 punti.
Una prova magistrale quella della Numia Vero Volley che è riuscita a rimanere lucida nei momenti decisivi della partita contenendo il gioco delle avversarie, a cui non è bastata la spinta del caloroso pubblico di casa per evitare la terza sconfitta di stagione contro le meneghine. Dopo un avvio in salita è arrivata la risposta delle rosablu che, con una Egonu in forma strepitosa e il buon lavoro a muro, sono riuscite a ribaltare la situazione aggiudicandosi il primo parziale. Nei due set successivi entra in campo con uno spirito diverso la Numia che, con un gioco solido nel fondamentale di muro difesa, mette a segno gli strappi decisivi che valgono la partita. Prova di maturità per Paola Egonu che ha saputo prendere per mano le sue compagne trascinandole alla vittoria. In doppia cifra per Milano anche la centrale serba Hena Kurtagic, autrice di 10 punti di cui 6 monster block. Per le padrone di casa non è invece stata sufficiente la performance di Milica Kubura, terminale di attacco più prolifico tra le sue con 16 palloni messi a terra.