Reyer Venezia, a volte ritornano: un grande ex per il dopo Spahija

Articolo di Aldo Seghedoni

In casa Reyer Neven Spahija ha da tempo la valigia in mano. Per la sua sostituzione, che a meno di clamorosi colpi di scena si concretizzerà al termine dei playoff, il nome di Ettore Messina resta più una suggestione che una pista concreta, mentre l’opzione Paolo Galbiati appare molto complicata, a meno di una sua inattesa uscita dal Baskonia, dove si parla di possibile rinnovo. Attenzione anche all’ipotesi Sasha Djordjevic, con cui i contatti tramite agenti sono già avviati.

Sul fronte della panchina, il quadro si fa sempre più definito. Dopo che Luca Banchi ha declinato l’offerta per concentrarsi esclusivamente sul progetto azzurro, non intendendo gravarsi del doppio incarico, la dirigenza veneziana ha allargato il proprio raggio d’azione. Nella lista figura anche Francesco Tabellini, reduce dall’esperienza al Paris Basketball.

Visto che Luca Banchi, che era l’obiettivo numero 1 e che si è chiamato fuori perché non intende gravarsi del doppio incarico, la società orogranata sta prendendo in considerazione l’ipotesi Frank Vitucci. Il navigato coach veneziano, che si è fatto conoscere nel grande basket italiano proprio con la Reyer (è stato vice dal 1986 al 1993 e quindi primo allenatore fino al 1996), deve decidere se proseguire con Scafati o chiudere la sua esperienza da vincente in A2 dopo avere riportato nella massima serie i campani.

Non è un caso che il nome di Vitucci sia tornato prepotentemente in auge proprio ora: il tecnico ha chiuso la stagione regolare di A2 ottenendo con la Givova Scafati la promozione diretta in Serie A, un risultato che ne ha ulteriormente accresciuto il prestigio e che rende la sua posizione tanto ambita quanto complicata da liberare. La decisione su cosa fare del proprio futuro spetta dunque a lui, e Venezia attende.

Sul fronte del mercato giocatori, intanto, la Reyer si muove con altrettanta determinazione. Gli orogranata hanno messo nel mirino Alvise Sarto, veneziano classe 2000 cresciuto nella Benetton e nell’Universo Treviso, che sta ben figurando con la maglia della Fortitudo Bologna, a cui è legato da un biennale in scadenza nel 2027. Le qualità del giovane sono state confermate in modo lampante anche nel corso dei playoff: emblematica la sua prestazione sul campo di Brindisi, dove ha messo a referto 24 punti con 6/9 dall’arco, risultando il MVP di un successo esterno che ha contribuito a consolidare il terzo posto in classifica dell’Effe.

Tra le alternative per il reparto esterni, la società orogranata considera anche Octavio Maretto, 22enne guardia-ala classe 2004 tra i protagonisti della grande stagione di Pesaro in A2. Sull’oriundo, tuttavia, si registra la concorrenza dell’Apu Udine, club che ha già dimostrato di saper muoversi con decisione sul mercato. Lo scenario potrebbe mutare drasticamente nel caso in cui una tra Fortitudo Bologna e VL Pesaro, impegnate nei playoff di A2, dovesse centrare la promozione, ridisegnando gli equilibri di mercato per tutti i club coinvolti.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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