Troppi errori per Jannik Sinner, il primo set va a Kecmanović

Articolo di Aldo Seghedoni

L'altoatesino può essere soddisfatto solo del servizio, per il resto tanta fatica.

Troppi errori per Jannik Sinner durante il primo turno di Wimbledon contro Miomir Kecmanović: l’altoatesino ha sbagliato tanto e l’avversario ne ha approfittato. Sinner può essere soddisfatto solo del servizio con sei ace a zero.

L’avvio di match è nel segno dei servizi: dopo un primo game agevole per Sinner e il pareggio di Kecmanovic, l’Azzurro risale da uno svantaggio di 0-40 nel terzo gioco grazie a due ace e si porta sul 2-1. Il set prosegue sui binari dell’equilibrio fino al 3-3, momento in cui il serbo tiene il turno di battuta a zero. Sinner risponde con la stessa moneta firmando il 4-3 con due ace consecutivi, ma è sul 4-4 che la situazione cambia a sfavore del numero uno del mondo: avanti 40-15, l’Azzurro commette troppi errori gratuiti e due doppi falli consecutivi, regalando a Kecmanovic il break decisivo.

Chiamato a servire per il set sul 5-4, il serbo non trema e aggredisce il game con autorità, complici anche le troppe imprecisioni di un Sinner falloso da fondo campo. Con un rapido e parziale game a zero, Kecmanovic fa suo il primo set per 6-4, capitalizzando al meglio i passaggi a vuoto di Sinner che, fino a quel momento, era riuscito a salvarsi solo grazie a un ottimo rendimento al servizio (sei ace complessivi).

Wimbledon custodisce una tradizione riservata a pochi eletti. Nell’Era Open soltanto nove campioni sono riusciti a difendere il titolo conquistando due edizioni consecutive dei Championships: da Rod Laver a Carlos Alcaraz, passando per leggende come Björn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras, Roger Federer e Novak Djokovic.

Ora, nel prestigioso “giardino dei re”, c’è uno spazio che potrebbe essere occupato da un nuovo protagonista. Jannik Sinner si presenta a Londra da campione in carica e con l’opportunità di entrare in una compagnia esclusiva: vincendo anche questa edizione diventerebbe il decimo giocatore dell’Era Open a firmare una doppietta consecutiva sull’erba più celebre del mondo.

L’impresa avrebbe un valore storico dato che negli ultimi vent’anni soltanto Federer, Djokovic e Alcaraz sono riusciti a confermare il titolo a Wimbledon, a testimonianza di quanto sia difficile dominare il torneo per più stagioni consecutive. Sinner, però, arriva all’appuntamento forte della sua posizione di numero uno del mondo, di una crescente maturità tecnica e mentale e di un gioco che sull’erba si è dimostrato sempre più efficace.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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