Nuovo caso negli Stati Uniti a pochi giorni dall'inizio del Mondiale
Scoppia un nuovo caso negli Stati Uniti a pochi giorni dall’inizio del Mondiale di calcio. Oltre ai problemi legati all’Iran (i visti ancora non arrivano e la selezione di Teheran alloggerà in Messico) e al Congo (emergenza Ebola), sotto la lente d’ingrandimento dei media americani è finito ora il flop delle vendite dei biglietti per le partite di Coppa del Mondo, dovute ai prezzi esagerati.
Come riporta la BBC, la FIFA è finita sotto indagine ufficiale da parte dei procuratori generali di New York e New Jersey per presunta inflazione artificiale dei prezzi e inganno dei tifosi nella vendita dei biglietti dei Mondiali 2026. I due Stati accusano l’organizzazione di aver creato confusione, scarsità fittizia e prezzi eccessivi, con aumenti medi del 34% su 90 delle 104 partite.
Inoltre sono contestate le informazioni ingannevoli sulla posizione dei posti a sedere. I procuratori Jennifer Davenport e Letitia James, insieme al Dipartimento di Protezione dei Consumatori di New York, hanno emesso un mandato di comparizione alla FIFA e annunciano un’indagine approfondita. Nonostante la forte domanda annunciata da Infantino, restano infatti ancora molti biglietti disponibili a prezzo intero. “Ospitare i Mondiali non è un invito a sfruttare residenti e turisti”, ha dichiarato Davenport. L’inchiesta arriva dopo le proteste anche in California e tensioni con le autorità locali anche sul costo dei trasporti.
In questo scenario di caos organizzativo e tensioni diplomatiche, l’Italia resta sullo sfondo come spettatrice interessata. In base all’articolo 6.7 del regolamento FIFA – che prevede la possibilità di sostituire un’associazione ritirata o esclusa con un’altra federazione – gli Azzurri potrebbero essere candidati al ripescaggio in caso di forfait iraniano. Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e inviato del presidente Donald Trump, ha dichiarato di aver proposto direttamente a Trump e al presidente FIFA Gianni Infantino la candidatura dell’Italia: “Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, la nazionale iraniana non dovesse presentarsi, l’Italia potrebbe essere presa in considerazione. Del resto abbiamo vinto quattro Mondiali”. Zampolli si è detto convinto che la vicenda non sia affatto chiusa: “Sono convinto che possano esserci colpi di scena, perché l’Iran è abituato a cambiare frequentemente posizione”.