Le parole del serbo in conferenza stampa alimentano i dubbi fra i tifosi, anche alla luce di un Roland Garros sempre più vicino.
Novak Djokovic ha iniziato a percorrere il viale del tramonto? È questo l’interrogativo che più si fa largo, soprattutto sui social, nei vari commenti alla sconfitta del leggendario tennista serbo al terzo turno degli Internazionali d’Italia, contro un tennista non certo sconosciuto, il giovane croato Dino Prizmic, ma comunque ben lontano almeno al momento dai vertici del ranking ATP.
In conferenza stampa, Nole non ha cercato scuse: “Voglio fare i complimenti a Dino: oggi ha meritato pienamente la vittoria – ha detto -. Ero venuto qui con l’idea di giocare più di una partita, ma alla fine è andata così. Ho lottato fino all’ultimo punto ed è un aspetto positivo, così come è stato bello tutto il sostegno del pubblico, un aspetto che non do mai per scontato. Ma alla fine siamo qui a parlare di una sconfitta”.
Il sei volte vincitore degli Internazionali d’Italia, l’ultima nel 2022, ha poi amaramente ammesso cosa gli è mancato per prevalere sul giovane collega: “Arrivo sempre con mezzo passo di ritardo. Non sono ancora al livello che voglio per competere fino in fondo nei grandi tornei. Le condizioni fisiche? Non ricordo un torneo in cui non sia arrivato con qualche acciacco. È una cosa normale ma soprattutto una mia scelta”.
Nell’immediato futuro c’è la ventiduesima partecipazione, assoluta e consecutiva, al Roland Garros. L’assenza di Carlos Alcaraz apre un minimo spiraglio ma Djokovic è realista: “Avrei voluto tornare un po’ prima di Roma, ma non è stato possibile. Questa è la situazione: devo adattarmi e tirare fuori il massimo. Mi alleno tanto, per quanto il mio corpo me lo permette. Poi, quello che succede in partita è imprevedibile”.
Gli appassionati sono divisi un due schieramenti distinti: da una parte chi ritiene normale un po’ di ruggine, per un atleta prossimo ai 39 anni, che dopo la semifinale a Melbourne di quest’anno aveva giocato soltanto tre partite ufficiali, a Indian Wells; dall’altra chi pensa invece che nella tanica del serbo sia rimasta ben poca benzina e che anche al Roland Garros sarà difficile rivederlo primeggiare. Solo il campo potrà dare la vera risposta, ma intanto gli interrogativi aumentano.