Il tennista 20enne ha sorpreso tutti sconfiggendo il campionissimo serbo, costretto a lasciare il torneo già dopo il secondo turno.
Sorprendendo appassionati e addetti ai lavori, Dino Prizmic ha sconfitto nella serata di venerdì Novak Djokovic, simbolo del tennis mondiale e uno degli uomini più attesi agli Internazionali d’Italia, già vinti per sei volte in carriera. La vittoria contro il serbo agli Internazionali d’Italia, che vale l’approdo al terzo turno, è certamente uno dei punti più alti del giovane croato: un successo inatteso, però, solo per chi non ha seguito da vicino la sua crescita costante, segnata da picchi interessanti che oggi hanno trovato una sintesi perfetta.
Nato a Spalato il 5 agosto del 2005, Prizmic si è fatto conoscere nel circuito junior sin dal 2018, arrivando anche a vincere il Roland Garros Under 18 nel 2023. Il passaggio tra i professionisti è stato graduale: prime finali ITF e debutto nell’ATP Tour a Umago 2022, poi il primo vero salto nel 2023 con il titolo Challenger di Banja Luka e l’ingresso in top 200. Nello stesso anno ha esordito anche in Coppa Davis, segno della fiducia che tutto il tennis croato ripone in lui.
Il 2024 avrebbe dovuto consolidare il suo percorso di crescita ma una serie di infortuni, in particolare al polso, lo hanno frenato, facendolo scivolare fino alla posizione numero 380. La risalita è iniziata nel 2025: vittoria allo Zagreb Open, finali Challenger a Milano e San Marino, quarti all’ATP 250 di Umago, qualificazioni superate agli US Open e un secondo turno a Chengdu. Risultati che lo hanno riportato stabilmente vicino ai primi 100.
Il 2026 ha segnato la svolta definitiva: due punti pesanti in Coppa Davis contro la Danimarca, la finale al Challenger 125 di Monza e soprattutto l’ingresso in top 100, fino al numero 79 raggiunto recentissimamente. Un traguardo importante, che racconta un giocatore ormai maturo per il grande salto.
Oggi, a Roma, è arrivata la consacrazione battendo Djokovic, campione che due anni fa aveva in realtà già messo in difficoltà all’Australian Open, strappandogli un set, ma che nessuno poteva immaginare cadesse al primo ostacolo in un torneo che lo aveva visto almeno ai quarti in diciassette delle diciotto precedenti partecipazioni.
Prizmic, che per entrare nel main draw di Roma ha dovuto superare le qualificazioni (battendo Rodesch e Bondioli) ha dimostrato di poter competere con i migliori con un tennis aggressivo ma anche con solidità mentale e capacità di reggere i momenti pesanti: il suo messaggio nei confronti dei migliori tennisti del circuito è chiarissimo.