Novak Djokovic ha raggiunto un altro traguardo storico, toccando quota 400 vittorie nei tornei dello Slam
Novak Djokovic ha raggiunto un altro traguardo storico, toccando quota 400 vittorie nei tornei dello Slam, di cui 102 agli Australian Open, lo stesso numero di Roger Federer in vetta a questa speciale classifica. In sessione serale sulla Rod Laver Arena, l’ex numero uno del mondo si è imposto su Botic van de Zandschulp con il punteggio di 6-3 6-4 7-6(4), staccando così il pass per gli ottavi di finale. A fare notizia però è anche e soprattutto un episodio che sarebbe potuto anche costargli la squalifica.
Nel secondo set, Nole per frustrazione ha colpito a gioco fermo una pallina che ha sfiorato un raccattapalle: se il ragazzo fosse stato colpito, da regolamento il giudice di sedia avrebbe automaticamente dovuto interrompere l’incontro, dando la vittoria all’avversario e ponendo fine al torneo del serbo. Tra l’altro, non sarebbe neanche stata la prima volta: l’episodio ha riportato alla mente quanto accaduto allo US Open 2020 quando a gioco fermo il serbo colpì con una pallina un giudice di linea, facendosi squalificare da uno slam per cui era il favorito.
Djokovic, dopo lo scampato pericolo, proseguirà così il suo torneo che potrebbe portarlo ad affrontare Lorenzo Musetti nei quarti e, in caso di vittoria, Jannik Sinner nell’eventuale semifinale. Intanto era da ottobre che l’altoatesino non perdeva un set: a rompere l’incantesimo è stato il sorprendente statunitense Eliot Spizzirri, che ha messo in grande difficoltà l’Azzurro durante la partita valida per il terzo turno degli Australian Open.
Complice il caldo e i crampi, il tennista italiano è andato in crisi all’inizio del terzo set e la chiusura del tetto della Rod Laver Arena, decisa sul risultato di 3-1 per l’americano, è stata provvidenziale perché gli ha concesso tempo per riprendersi e ritrovarsi. In rete si è subito scatenata la polemica e c’è chi ha sostenuto che il campione altoatesino sia stato favorito.
Ma non c’è nessun complotto: proprio in quel momento la scala della Extreme Heat Policy in vigore a Melbourne Park, ovvero l’indice che misura l’umidità e il calore, ha raggiunto il valore massimo, costringendo gli organizzatori a intervenire.