Jannik Sinner e il tetto: Spizzirri spiega perché ha reagito così dopo la sconfitta

Articolo di Luca Franzosi

Il tennista statunitense ha punzecchiato l'Azzurro per quello che è successo nel terzo set

Era da ottobre che Jannik Sinner non perdeva un set: a rompere l’incantesimo è stato il sorprendente statunitense Eliot Spizzirri, che ha messo in grande difficoltà l’Azzurro durante la partita valida per il terzo turno degli Australian Open. Complice il caldo e i crampi, il tennista italiano è andato in crisi all’inizio del terzo set e la chiusura del tetto della Rod Laver Arena, decisa sul risultato di 3-1 per l’americano, è stata provvidenziale perché gli ha concesso tempo per riprendersi e ritrovarsi. In rete si è subito scatenata la polemica e c’è chi ha sostenuto che il campione altoatesino sia stato favorito.

Ma non c’è nessun complotto: proprio in quel momento la scala della Extreme Heat Policy in vigore a Melbourne Park, ovvero l’indice che misura l’umidità e il calore, ha raggiunto il valore massimo, costringendo gli organizzatori a intervenire. Spizzirri dopo essere stato messo a conoscenza della decisione si è quasi messo a ridere, e in conferenza stampa ha spiegato così la sua reazione: “Non so se lo abbia salvato, ho sorriso un po’ quando la regola del calore è entrata in gioco, mi stavo divertendo con il punteggio di 3-1 in mio favore”.

“E’ stato buffo che si sia chiuso proprio quando gli ho fatto il break e lui stava vacillando, ma è andata così. Queste sono le regole del gioco e bisogna conviverci. Se avessi vinto il terzo set, avremmo comunque avuto una pausa di dieci minuti a causa del caldo, chissà? Non direi che si sia salvato per questo, è troppo bravo, anche se è accaduto in un suo momento di difficoltà. Si può dire che è stato fortunato, ma ha molta esperienza ed ha saputo gestire bene la sua situazione”.

Sulle difficoltà dell’Azzurro:”È difficile quando vedi che il tuo avversario ha crampi o sembra essersi infortunato, la velocità della sua palla di solito diminuisce, anche la sua velocità di servizio è calata. Abbiamo rallentato un po’ il ritmo della partita, ha iniziato a prendersi del tempo, quindi è stato molto complicato per me rimanere aggressivo, continuando ad utilizzare la stessa velocità di palla di prima”.

Ancora sulle regole contro il caldo: “Le regole sono regole, non ho nulla da dire su di esse. Io ho giocato in condizioni molto peggiori, ho fatto allenamenti in situazioni molto più difficili, ad Austin durante l’università le condizioni erano terribili. Forse è stato bene avere quella esperienza ma, allo stesso tempo, non posso negare di non aver sentito un clima molto caldo qui. Direi che la maggior parte dei giocatori ha dovuto competere in condizioni estreme, quindi questa regola è per proteggerci”.

Laureato allo IULM di Milano, lavora a Sportal.it dal 2006. Ha collaborato per diverse testate nella realizzazione di articoli, gallery e contenuti per il web. MotoGP, tennis e calcio sono le sue passioni. Nel tempo libero legge libri fantasy, nuota e fa lunghe passeggiate nel Parco del Ticino.

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