L'ex direttore di Rai Sport nel 2013 fu duramente criticato dagli appassionati di tennis
Non si è ancora attenuato il clamore per il duro attacco di Mauro Mazza a Jannik Sinner, definito “italiano ma non troppo” in un articolo su L’Arena. Intanto è tornato alla luce un episodio del 2013 che coinvolge il giornalista romano, all’epoca direttore di Rai Sport: durante il terzo e decisivo set di una finale durata tre ore – la seconda più lunga nella storia del Roland Garros di Parigi – il canale Rai Sport 1 interruppe la visione dell’incontro tra la russa Maria Sharapova e la rumena Simona Halep.
All’improvviso, e senza alcun preavviso, una voce annunciò: “Benvenuti a Frosinone per la partita con il Lecce, in palio c’è la Serie B”. Nel giro di pochi secondi si passò da Parigi alla Ciociaria (dove si disputava lo spareggio promozione per approdare in cadetteria), con grande disappunto degli appassionati di tennis. L’episodio fu definito un “autogol” mediatico per la Rai.
L’attacco di Mazza a Sinner, pubblicato sabato 18 aprile su L’Arena, ha scatenato una vera e propria bufera sui social. L’ex direttore del Tg2 aveva scritto che “quello spilungone dai capelli rossi lo ammiriamo, i suoi trionfi ci scaldano il cuore (mentre lui resta quasi impassibile) ma non lo amiamo”, concludendo che Sinner sarebbe “italiano per modo di dire”, non per l'”accento austriaccheggiante” ma perché “perfetto, troppo diverso per sentircelo vicino”.
Le reazioni sono state immediate e durissime. Tra i più fermi nel prendere le distanze dalle parole di Mazza c’è l’ex calciatore della Nazionale Aldo Serena, che su X ha scritto: “Caro @MauroMazzaRai usi il singolare e non il plurale, abbia il coraggio delle sue azioni e non ci coinvolga. Io non sono come lei e mi stupisco che un uomo, un giornalista che ha fatto parte del servizio pubblico abbia un pensiero così gretto”.
La polemica appare ancora più stridente se si considera il momento storico che Sinner sta vivendo. Il numero 1 al mondo è impegnato nel Masters 1000 di Madrid, in programma dal 22 aprile al 3 maggio, dove punta a conquistare il quinto Masters 1000 consecutivo — dopo Parigi-Bercy, Indian Wells, Miami e Monte Carlo — un’impresa che nessun tennista ha mai realizzato nella storia del circuito.