Laila Hasanovic colpisce ancora: la fidanzata di Jannik Sinner ha fatto centro

Articolo di Aldo Seghedoni

La modella danese è impegnata sul red carpet del Festival di Venezia e gli stilisti hanno scelto abiti splendidi per lei.

Laila Hasanovic colpisce ancora al Festival di Venezia: dopo l’esordio con uno splendido abito nero la modella danese si è presentata la seconda sera in rosso con un look tanto semplice quanto bello. La compagna di Jannik Sinner ha optato per un abito lungo e luccicante di colore rosso acceso. Ha un taglio molto elegante e femminile, con spalline sottili che si incrociano dietro al collo e un corpetto leggermente aderente.

Nella prima serata aveva sfoggiato un abito essenziale e sofisticato nero in seta firmato Giorgio Armani. Un modello senza spalline, dalla silhouette pulita e dalla lunghezza midi, scelto per una serata in cui moda e cinema, come da tradizione, si sono incontrati sotto i riflettori della Mostra.

La sua dolce metà Jannik Sinner, invece, è impegnato nel recupero dell’infortunio al ginocchio che l’ha costretto a saltare il grande appuntamento con gli US Open. Il problema necessita di un percorso riabilitativo non banale e l’altoatesino ha deciso di affidarsi al J Medical per tornare sui campi nel più breve tempo possibile.

Ai microfoni dell’Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa, ha fatto il punto della situazione: “La tendinopatia non è un semplice stato infiammatorio, ma un processo di alterazione e degenerazione delle fibre tendinee dovuto in particolare al sovraccarico meccanico continuo”.

“Ogni tessuto ha una specifica finestra di tolleranza biomeccanica – ha continuato il dottore -. Finché gli stress meccanici rimangono all’interno di questa soglia viene mantenuto un equilibrio; quando i carichi superano in modo ripetuto questa soglia sicura, che naturalmente è diversa da persona a persona, si innesca la degenerazione tendinea, che sfocia poi nella sintomatologia dolorosa e nell’impotenza funzionale. Nell’atleta la gestione di queste problematiche è ancora più critica, sia perché è fondamentale il ritorno alla performance, sia perché è altrettanto importante evitare cronicizzazioni o, peggio, problematiche più gravi che possano limitarne la carriera”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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