Il supercoach australiano ha spiegato come lo staff del fuoriclasse azzurro sta riuscendo a gestire i tanti impegni ravvicinati.
Come si gestisce una stagione tennistica sempre più intensa, per di più arrivando in fondo praticamente in tutti i tornei giocati? Lo ha spiegato, senza mezzi termini, Darren Cahill, il supercoach australiano di Jannik Sinner, rivelando un retroscena nell’ultimo video pubblicato sul canale YouTube del fuoriclasse azzurro, in cui si è scelto di raccontare ai fan il dietro le quinte della trionfale partecipazione agli Internazionali d’Italia, vinti nella finale del 17 maggio contro Casper Ruud.
“Per noi è stata una situazione completamente nuova, perché non ci eravamo mai trovati con un giocatore capace di arrivare così in fondo in ogni Masters 1000 disputato – ha ammesso Cahill -. Per questo motivo, arrivare a Roma ha richiesto un approccio diverso dal solito. Subito dopo la finale di Madrid abbiamo deciso di concedere a Jannik tre giorni pieni di riposo: una scelta insolita per lui, che detesta staccare dal tennis, tanto che abbiamo praticamente dovuto obbligarlo a mettere via le racchette e a non pensare al campo”.
“In quei giorni abbiamo giocato un po’ a golf e dato qualche calcio al pallone, cercando davvero di liberargli la mente e far recuperare il corpo. La cosa ha funzionato: quando è tornato in campo non solo sentiva la mancanza del tennis dopo tre giorni, ma era anche entusiasta di poter giocare qui in Italia” ha spiegato ancora l’allenatore australiano che, nella sua carriera, è noto anche per aver guidato Lleyton Hewitt e Andre Agassi, ma ha anche seguito in diversi periodi gente come Andy Murray, Ana Ivanovic o Simona Halep.
Anche dopo il torneo di Roma, Jannik Sinner ha voluto staccare per un paio di giorni, stavolta scegliendo di tornare nella sua Sesto Pusteria, per stare un po’ con la famiglia. Lo stesso sindaco del paese altoatesino, Thomas Summerer, si era detto orgoglioso del ritorno a casa dell’idolo cittadino, garantendo la massima tranquillità per consentirgli di ricaricare le batterie in vista di Parigi.