Jannik Sinner o Carlos Alcaraz: Roger Federer non ha nessun dubbio

Articolo di Aldo Seghedoni

I due giovani fuoriclasse si sono affrontati 17 volte con il murciano in vantaggio 10–7 sull'altoatesino.

Jannik Sinner sta finalmente recuperando dall’infortunio al ginocchio e presto tornerà nel circuito. In questi mesi l’assenza dell’altoatesino si è sentita moltissimo ma finalmente si vede la luce in fondo al tunnel: il suo rientro è previsto tra Vienna e Parigi (due tornei che ha vinto un anno fa). Ad attenderlo ci sarà anche Carlos Alcaraz, principale antagonista dell’Azzurro.

I due giovani fuoriclasse si sono affrontati 17 volte con il murciano in vantaggio 10–7 sull’altoatesino ma per Roger Federer non ci sono dubbi: “Con le vittorie di quest’anno, Sinner ha dimostrato di essere il più forte in questo momento. Fino al momento dell’infortunio ha giocato benissimo” ha detto la leggenda svizzera alla Gazzetta dello Sport.

“Guardare le partite di Alcaraz è semplicemente un piacere. Quel ragazzo è un genio in campo, è incredibile per la quantità di colpi che riesce a creare – ha continuato Re Roger -. Il problema è che a volte ha persino troppe possibilità e può finire per perdersi un po’ dentro tutte quelle opzioni. Spero che a lui e tutti gli altri questi giorni a Londra diano la spinta per il resto della stagione”.

Federer è il padrone di casa alla Laver Cup: “Nel tennis non abbiamo molti eventi a squadre. Qui Alcaraz può stare nella stessa squadra con Zverev, Jódar e Mensik e possono trascorrere una settimana con Yannick Noah. Dall’altra parte c’è Agassi. Sono due figure capaci di ispirare. Allo stesso tempo la vecchia generazione può capire come ragionano i giovani. Mi piace questo scambio”.

Riguardo ai giovani più interessanti, l’otto volte vincitore del torneo di Wimbledon ha sentenziato: “Non avevo mai visto giocare dal vivo Jódar o Learner Tien e mi hanno impressionato molto. Magari passano un po’ sotto traccia per chi guarda soltanto Alcaraz, Sinner e Djokovic, e lo capisco. Ma sono molto forti e hanno il potenziale per lasciare il segno. Qui possono sperimentare un’atmosfera simile a quella di un torneo dello Slam, con i capitani, la pressione, i compagni che li osservano. Spero gli sia utile”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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