Jannik Sinner mette le cose in chiaro e ribalta il classico cliché

Articolo di Francesco Lucivero

In conferenza stampa a Roma, il numero uno del ranking ATP non ha parlato solo di partite, tornei e classifiche.

Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del suo debutto agli Internazionali d’Italia, Jannik Sinner ha voluto, fra le altre cose, respingere con calma ma altrettanta decisione l’etichetta di giocatore “robotico” che talvolta gli viene cucita addosso. Il numero uno del mondo ha provato infatti a chiarire un aspetto spesso frainteso della sua personalità: dietro la disciplina ferrea e la concentrazione assoluta c’è un ragazzo di 24 anni che sa divertirsi, che vive il tennis con passione e che, lontano dal campo, si concede i suoi spazi come chiunque altro.

“Certo che mi diverto – ha detto, sorridendo -, ma sto anche facendo di tutto per diventare il miglior tennista possibile per me stesso. I sacrifici sono tanti, ogni giorno scelgo di essere un po’ più forte del precedente: è sempre stata questa la mia mentalità, il modo in cui ho impostato la mia vita. Poi è chiaro che ci sono momenti in cui mi prendo il mio spazio e faccio ciò che mi piace, perché alla fine si vive una volta sola: ho 24 anni ed è giusto anche divertirmi”.

“Magari lo mostro un po’ meno, ma voi non sapete davvero come sono fuori dal campo. Ognuno ha il suo modo di staccare: in questi due giorni ho giocato a golf e a calcio, questo è il mio divertimento. L’obiettivo principale, comunque, era riposare” ha poi aggiunto il fuoriclasse di Sesto Pusteria, che a Madrid ha conquistato il suo quindo Masters 1000 consecutivo.

Sinner ha poi parlato anche delle differenze fra lui e Alcaraz, il grande assente del torneo romano (e non solo, visto che non disputerà nemmeno il Roland Garros): “Carlos ha qualità straordinarie, delle caratteristiche che oggi non ha nessun altro. Lo si vede da tempo: quando raggiunge il suo picco è quasi impossibile stargli dietro. Io, invece, sono un giocatore molto costante: cerco di restare presente mentalmente su ogni punto e di dare sempre il massimo. Essere numero uno, due o tre cambia poco, perché ogni partita fa storia a sé”.

Riguardo all’assenza del murciano a Roma e Parigi, dopo aver saltato anche Madrid e prima ancora la parte finale del Masters 1000 di Monte Carlo, Sinner ha mantenuto un approccio realistico: “Carlos è stato sfortunato: se fosse qui, la situazione sarebbe diversa. Io sono contento di ciò che sto facendo, ma guardo avanti. C’è un altro torneo da giocare e si riparte da zero”.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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