Finite le terapie, Jannik Sinner ha ripreso in mano la racchetta a Monte Carlo: l'obiettivo è il China Open, lo staff definisce i prossimi passi.
Jannik Sinner ha finalmente ripreso in mano la racchetta, ma la sua presenza in campo nel torneo ATP 500 Pechino resta ancora avvolta da qualche incognita. Dopo i noti problemi al ginocchio e le terapie svolte al J Medical di Torino, l’altoatesino si è spostato nel Principato per proseguire il lavoro. E i progressi sono tangibili, sebbene avvolti da una certa prudenza da parte del suo staff. Il programma prevede infatti la volontà di non accelerare i tempi mancando di cautela per la smania di tornare troppo presto in campo: l’obiettivo è evitare pericolose ricadute, considerata anche l’ascesa di Alexander Zverev verso il numero 1 del ranking ATP. L’iscrizione del campione di Sesto Pusteria al China Open è già realtà, la sua effettiva presenza è ancora da scrivere nero su bianco.
Nel frattempo, il tabellone del China Open — in programma dal 30 settembre al 6 ottobre — si preannuncia di altissimo livello. Tra gli avversari più temibili che potrebbero attendere Sinner a Pechino figura ovviamente Alexander Zverev, testa di serie numero 2, reduce dalla vittoria agli US Open e sempre più determinato a insidiare il primato in classifica dell’altoatesino. Ma non è il solo: nell’entry list compaiono anche Felix Auger-Aliassime, Alex de Minaur, Daniil Medvedev e il connazionale Flavio Cobolli, che nell’ultimo periodo ha dimostrato di poter competere ad altissimi livelli.
A rendere il contesto ancora più suggestivo è l’annuncio di Novak Djokovic, che ha confermato la sua partecipazione al China Open con un messaggio inequivocabile: “Sono felicissimo di annunciare che tornerò a giocare a Pechino dopo tanti anni. Sono entusiasta di tornare a esibirmi davanti a tutti voi al National Tennis Centre, uno dei luoghi più belli che abbiamo nel mondo del tennis”. Per il serbo si tratta di un ritorno nella capitale cinese dopo l’ultima partecipazione del 2015, e i numeri che lo accompagnano sono semplicemente impressionanti: in sei partecipazioni al torneo, Djokovic non ha mai perso una singola partita, collezionando 29 vittorie su 29 e sei titoli. Va ricordato, peraltro, che il campione in carica del China Open è proprio Sinner, che l’anno scorso si impose in finale su Learner Tien.
Sul fronte del ranking, la pressione su Sinner è destinata a crescere nelle prossime settimane. Zverev, che ha già conquistato due Slam nel 2026, potrebbe arrivare alle ATP Finals di Torino — in programma dal 15 al 22 novembre — con la concreta possibilità di essere incoronato nuovo numero 1 al mondo. Uno scenario che ricorda da vicino quanto accaduto nella scorsa edizione, quando fu Carlos Alcaraz a contendere all’altoatesino il primato mondiale fino all’ultimo. Proprio Alcaraz, tornato in campo dopo il lungo stop per l’infortunio al polso, potrebbe rappresentare il terzo incomodo in questa corsa al vertice.
Oltre al China Open, il programma di Sinner per la parte finale della stagione prevede il Masters 1000 di Shanghai e il ricchissimo Six Kings Slam in Arabia Saudita, prima del ritorno in Europa con l’ATP 500 di Vienna e le ATP Finals di Torino. Un calendario fitto, che lascia aperto anche il capitolo Coppa Davis: il torneo è in programma a Bologna dal 24 al 29 novembre e Sinner, dopo il discusso forfait della scorsa stagione, potrebbe tornare a indossare la maglia azzurra, anche se il rischio di un eccessivo sovraccarico al ginocchio potrebbe nuovamente pesare sulla decisione finale.