Il Kid di Las Vegas ha un'idea precisa di quanto accaduto all'Azzurro: nessuna bocciatura, ma non manca una critica precisa.
Jannik Sinner continua a fare notizia a Parigi anche a una settimana dall’inattesa eliminazione al secondo turno del Roland Garros. A tenere viva la discussione sul numero uno del mondo ci ha pensato Andre Agassi, intervenendo nella postazione giornalistica di ‘TNT Sports’: il kid di Las Vegas ha detto la sua su quanto accaduto giovedì scorso nel match contro Juan Manuel Cerundolo, senza nascondere alcuni spunti critici anche nei confronti di quello che è stato il suo allenatore, Darren Cahill, oggi supercoach dell’Azzurro.
“Dico la verità: l’eliminazione di Sinner è stata clamorosa – ha esordito Agassi -. Quando giocavo, avevo una sorta di orologio interno di circa quattro ore: se capitava una giornata di caldo forte crollavo anche dopo tre ore e quarantacinque, con condizioni migliori arrivavo a quattro ore e dieci, per dire. Ma vederlo cedere dopo un’ora e quarantacinque, vederlo arrendersi in quel modo… è qualcosa che colpisce”.
“C’è una differenza fra essere in forma ed essere preparato – ha aggiunto -: evidentemente qualcosa nella preparazione non ha funzionato, perché esistono accorgimenti per evitare episodi del genere. Non si può dire che non lavori duro, né che non sia in forma. Era a un game dalla vittoria, e tutti pensavamo che potesse andare avanti nel torneo senza perdere nemmeno un set”.
“Cosa direi a Darren Cahill? Oggi l’approccio alla preparazione e al recupero è estremamente scientifico. Sono certo che Sinner abbia uno staff di medici e specialisti che lo seguono, perché a questi livelli nulla può essere lasciato al caso. Qualcosa però va rivisto, forse coinvolgendo un altro esperto, perché probabilmente si è trattato di un problema legato all’idratazione” ha spiegato ancora Agassi, affondando il colpo.
“Quando giocavo in Australia – ha ricordato -, con quel caldo opprimente e partite al meglio dei cinque set, nelle ventiquattr’ore precedenti a ogni partita bevevo 10-12 litri d’acqua, regolavo la percentuale di carboidrati e proteine, seguivo una strategia precisa per il recupero. La mia logica era semplice: meglio avere troppa acqua dentro e non averne bisogno che il contrario. Il mio dubbio è proprio se Sinner ne avesse abbastanza”.
Quella di Agassi, nello specifico, non è una bocciatura ma vuole porsi come critica costruttiva: “Parlo senza conoscere nel dettaglio la sua preparazione: Sinner lui ha già dimostrato di poter giocare ad altissimo livello per cinque ore e mezza, è il miglior giocatore del pianeta. Resta però il fatto che non ci sono scuse per andare a sbattere contro un muro dopo un’ora e quarantacinque”.