Jannik Sinner del 2026 o Djokovic del 2015? Spiazzante risposta del serbo

Articolo di Andrea Gussoni

La risposta di Djokovic, però, lascia spazio all'interpretazione

Un confronto tra generazioni diverse, uno di quei giochi che nel tennis accendono inevitabilmente la curiosità ma che non possono trovare una risposta davvero oggettiva. Lo scorso mese, durante un evento di Fanatics Sportsbook a New York, anche Novak Djokovic è stato coinvolto in una domanda di questo tipo, chiamato a immaginare una sfida contro il miglior Jannik Sinner del presente.

L’intervistatore ha provato a mettere di fronte due versioni del campione serbo appartenenti a epoche differenti, proponendo un ipotetico confronto sulla distanza di cento partite sul cemento: il Djokovic del 2015 contro il Sinner del 2026. La domanda è stata molto precisa: quante di quelle cento sfide avrebbe vinto Novak? Il fuoriclasse serbo non è sembrato particolarmente divertito dall’esercizio. Dopo aver rivolto un’occhiata piuttosto eloquente all’intervistatore, Djokovic ha risposto con un mezzo sorriso e poche parole: “Conosci la risposta”.

Una replica breve, ma tutt’altro che banale. Il messaggio sembra abbastanza chiaro: Djokovic lascia intendere di avere piena fiducia nella versione di sé stesso che nel 2015 dominava il circuito, ma evita accuratamente di trasformare una suggestione in un verdetto numerico. Il paragone, del resto, è praticamente impossibile da quantificare. Il Djokovic del 2015 era nel pieno della sua fase dominante e chiuse quella stagione con tre Slam, vincendo Australian Open, Wimbledon e US Open, oltre a numerosi altri grandi tornei.

Il Sinner del 2026 appartiene invece a una generazione profondamente diversa, caratterizzata da un tennis sempre più veloce, da una preparazione atletica esasperata e da materiali e metodologie di allenamento che hanno continuato a evolversi. Anche per questo confrontare due giocatori appartenenti a epoche differenti resta soprattutto un esercizio di fantasia. In dieci anni il tennis può cambiare radicalmente e ogni campione viene inevitabilmente plasmato dal contesto nel quale si trova a competere.

La risposta di Djokovic, però, lascia spazio all’interpretazione. Nessun numero, nessuna percentuale e nessuna previsione: soltanto un sorriso e quel “Conosci la risposta” che, pronunciato proprio dal diretto interessato, sembra quasi una sfida a chiunque voglia mettere in discussione la grandezza del Djokovic del 2015.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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