Nello stesso giorno dell'annuncio di Carlos Alcaraz, che sarà agli US Open dopo quattro mesi d'assenza, Jannik Sinner fa parlare di sé da Monte Carlo.
Jannik Sinner agli US Open rappresenta una prospettiva ancora tutt’altro che sicura ma che fa sognare i suoi tifosi e in generale gli appassionati di tennis, considerando anche che Carlos Alcaraz ha annunciato il suo ritorno proprio in occasione del torneo di New York. L’altoatesino è però alle prese con gli strascichi dell’infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi dal 12 luglio scorso. Buoni segnali arrivano però da Monte Carlo, dove il numero 1 del ranking ATP avrebbe trascorso gli ultimi due giorni allenandosi senza particolari problemi. Proprio giovedì, giorno dell’annuncio dell’amico-rivale spagnolo, rappresenta per lui il terzo giorno di lavoro. Una tappa importante della marcia di avvicinamento, auspicabilmente, a Flushing Meadows.
L’annuncio di Alcaraz è arrivato con un videomessaggio social di pochi secondi, diretto e inequivocabile: “Estoy de vuelta! Here We Go”, ha dichiarato il campione di Murcia, con una didascalia altrettanto esplicita che confermava il suo ritorno nel circuito ATP proprio agli US Open, dopo quattro mesi di stop a causa dell’infortunio al polso destro rimediato ad aprile al torneo ATP 500 di Barcellona. Un annuncio che ha sorpreso molti, considerando che solo pochi giorni fa il capitano della Spagna di Coppa Davis David Ferrer aveva scelto di non convocarlo per la sfida contro il Cile, preferendo puntare su altri elementi. Una decisione che aveva ulteriormente alimentato i dubbi sullo stato fisico dello spagnolo.
Sul fronte Sinner, il percorso di recupero ha seguito tappe ben definite. Prima di trasferirsi a Monte Carlo, l’altoatesino aveva fatto tappa a Torino, dove ha svolto una serie di esami e terapie specifiche al J-Medical, la struttura della Juventus, proseguendo poi con sessioni di allenamento sui campi indoor del Circolo della Stampa Sporting. Un ambiente controllato, lontano da occhi indiscreti, che gli ha permesso di testare la risposta del ginocchio dopo le cure. Solo successivamente il numero uno del mondo è rientrato nel Principato per proseguire il lavoro con il suo staff.
Una sua eventuale assenza a New York avrebbe un peso specifico enorme sul piano statistico: Sinner ha disputato 27 Slam consecutivi a partire dal 2019, conquistando in questo arco di tempo cinque titoli: gli Australian Open nel 2024 e nel 2025, Wimbledon nel 2025 e nel 2026 e gli US Open nel 2024. Proprio a Flushing Meadows, l’azzurro punta a diventare il primo giocatore a vincere il torneo senza aver disputato né Montreal né Cincinnati, un’impresa che nessuno è mai riuscito a compiere.
A fare chiarezza sulle condizioni dell’azzurro aveva contribuito nei giorni scorsi il dottor Giovanni Di Giacomo, specialista di fama internazionale ed ex medico degli Internazionali BNL d’Italia e delle ATP Finals: “Jannik è seguito da un’équipe eccezionale di medici. Se i colleghi hanno ritenuto opportuno rallentare il sovraccarico al ginocchio, vuol dire che ha una sindrome da sovraccarico, come hanno avuto in passato anche tantissimi altri atleti. E il riposo, al di fuori delle onde d’urto, della fisioterapia e dei medicinali, rappresenta sempre il trattamento migliore”. Di Giacomo si era detto comunque fiducioso sulla presenza di Sinner a New York: “Io presumo che loro abbiano preferito non rischiare Cincinnati, per presentarsi poi nelle migliori condizioni in America, dove sono abbastanza sicuro che andrà”.
Se gli allenamenti a Monte Carlo continueranno a dare risposte positive, Sinner potrebbe partire per New York già nel fine settimana, così da avere qualche giorno per adattarsi al clima e alle superfici di Flushing Meadows prima del via del torneo, fissato per il 30 agosto. Una strategia studiata nei dettagli, che punta a non forzare i tempi ma a lasciare aperta la porta a un rientro tanto atteso quanto ponderato. Ora, con Alcaraz che ha rotto gli indugi, la pressione su Sinner per ufficializzare la propria partecipazione è destinata ad aumentare ulteriormente.