Jannik Sinner avvisato: Gemini prevede una grossa beffa al Six Kings Slam

Articolo di Aldo Seghedoni

L'altoatesino tornerà in campo a Riad dopo l'infortunio al ginocchio che l'ha costretto a restare fuori dai giochi negli ultimi mesi.

Il problema al ginocchio si è rivelato più ostico del previsto ma Jannik Sinner ha finalmente smaltito l’infortunio ed è pronto a tornare in campo in occasione del Six Kings Slam. Il torneo/esibizione si svolgerà a Riad, in Arabia Saudita, e per l’altoatesino sarà un banco di prova importantissimo per capire la sua condizione fisica. Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale Gemini come sarà il percorso di Jannik Sinner.

Primo Turno: Jannik Sinner-Alex de Minaur, vittoria Sinner
Analisi: Il bilancio dei precedenti storici e l’accoppiamento tattico su superficie sintetica veloce sono nettamente a favore dell’altoatesino. Il gioco ritmato di de Minaur incontra grandi difficoltà contro la pesantezza e la velocità dei colpi da fondo di Jannik, che gli impediscono di difendere come suo solito. Sinner supererà l’esordio senza spendere troppe energie.

Semifinale: Novak Djokovic-Jannik Sinner, vittoria Sinner
Analisi: Djokovic al coperto resta un maestro assoluto nel gestire i punti chiave, ma la spinta da fondo di Sinner sulle superfici indoor veloci è diventata la misura del circuito. In una partita intensa al terzo set, l’aggressività dell’azzurro sulla risposta al servizio del serbo farà la differenza nei momenti decisivi.

Finale: Carlos Alcaraz-Jannik Sinner, vittoria Alcaraz
Analisi: Sui campi veloci al coperto di Riad, Alcaraz conquisterebbe il titolo imponendosi in tre set lottati grazie all’uso chirurgico della smorzata per snaturare la posizione di Sinner sulla riga di fondo, a una risposta aggressiva sulla seconda di servizio dell’Azzurro e a un’efficace gestione dei punti chiave ai tie-break, dove il suo estro nei passanti e nelle discese a rete finirebbe per fare la differenza nei momenti di massima pressione.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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