Sereno per una serata diversa dal solito, Jannik Sinner fissa le priorità tra il Masters 1000 di Madrid, Roma e Roland Garros.
Jannik Sinner non si lamenta per la mancata assegnazione del premio di sportivo dell’anno e, anzi, da Madrid sottolinea la sua soddisfazione di aver preso parte alla cerimonia dei Laureus Awards 2026. Non solo: il campione altoatesino inquadra la sua strategia in vista del Masters 1000 che si terrà proprio nella capitale iberica, e anche le sue priorità nei mesi a seguire. Con Roma e Parigi, fronte Roland Garros, già ampiamente nel suo personale mirino.
“Sono molto contento di essere qui – ha sottolineato Sinner a ‘Sky Sport’ -. Questo premio è assegnato una sola volta all’anno, è un momento quasi unico. Per essere nominati a questo evento bisogna aver disputato una stagione incredibile. Poi è una grande occasione per conoscere altri atleti, parlarci e magari imparare anche qualcosa da loro. Voglio anche godermi questo momento, perché nel tennis a volte fai un torneo dopo l’altro, non ti fermi mai e ogni tanto una serata come questa fa anche bene”.
Ma Sinner, come detto, si è concentrato soprattutto sui prossimi impegni che dovrà affrontare proprio nella capitale spagnola. Per la precisione, il Masters 1000 di Madrid: “Stiamo provando a giocare un buon tennis qua, sappiamo che a Madrid troveremo un campo totalmente diverso rispetto a tutti gli altri. Si gioca in altura, la palla vola. Però sono qui per cercare di fare del mio meglio e poi essere ovviamente pronto per Roma. E dopo ci sarà Parigi, diciamo che il Roland Garros è l’appuntamento più importante dei prossimi mesi”.
Il premio di sportivo dell’anno è andato a Carlos Alcaraz, ma la serata ha offerto anche momenti di grande sportività. Sinner ha voluto mandare un messaggio di vicinanza all’amico-rivale spagnolo, attualmente ai box per un delicato infortunio al polso, senza però nascondere il desiderio di ritrovarselo presto di fronte in campo: “Carlos sta passando un momento non facile. Speriamo tutti di rivederlo in campo il più presto possibile. Magari già a Roma. Io, da avversario, spero che ci sia anche per il Roland Garros. Perché comunque quando vuoi vincere punti a farlo contro i giocatori più forti al mondo. E lui sicuramente è lì. Altri hanno avuto rivalità durate quindici e passa anni. Noi abbiamo appena iniziato, quindi tra di noi può ancora succedere di tutto”.
Le speranze di rivedere Alcaraz in campo a Roma sembrano tuttavia molto remote. Il direttore del torneo madrileno Feliciano Lopez, che ha vissuto in prima persona un problema simile nel corso della propria carriera, si è mostrato drastico sulla situazione dello spagnolo: “Penso che sia quasi impossibile che possa giocare a Roma, speriamo riesca a recuperare per Parigi”. Una prospettiva che peserebbe enormemente anche sul piano del ranking ATP: Alcaraz rischia di perdere fino a 3.000 punti nelle prossime settimane, considerando che lo scorso anno aveva trionfato sia agli Internazionali d’Italia che al Roland Garros.
Per Sinner, invece, il Masters 1000 di Madrid — in programma dal 22 aprile al 3 maggio — rappresenta un’occasione storica. Vincendo il torneo, l’altoatesino diventerebbe il primo tennista a conquistare cinque Masters 1000 consecutivi, dopo i successi ottenuti a Parigi-Bercy, Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Un primato che si aggiungerebbe a una statistica già straordinaria: Sinner ha già vinto sette dei nove Masters 1000 presenti nel circuito, e Madrid è uno dei due che mancano ancora nel suo palmares, insieme proprio a Roma. Nel tabellone sorteggiato questa mattina, il numero 1 del mondo partirà dal secondo turno contro un qualificato, in un draw che vede anche le assenze pesanti di Alcaraz e di Novak Djokovic, non ancora pronto fisicamente.
La rivalità con Alcaraz, nel frattempo, continua ad appassionare milioni di tifosi ben oltre i confini del mondo del tennis. Ne è testimonianza la finale di Monte Carlo, vinta da Sinner, che aveva fatto registrare ascolti record: oltre 3,2 milioni di spettatori medi complessivi in total audience tra Sky e TV8, con uno share del 25,1%. Proprio su quella rivalità Sinner ha voluto soffermarsi, tracciando un parallelo con i grandi duelli del passato: “Io sono entrato nel circuito quando Roger quasi non giocava più. Rafa l’ho visto un pochino di più e l’ho conosciuto meglio. La stessa cosa con Nole, che è ancora qua e ho la fortuna di imparare da lui. Credo però che ogni rivalità abbia una storia a sé. Siamo due persone molto normali e con gli stessi valori, tra cui l’importanza che diamo alla famiglia e la volontà di dare sempre il massimo. Credo che questa sia la cosa più bella”.