Infortunio Jannik Sinner, spunta una nuova teoria

Articolo di Aldo Seghedoni

Il problema al ginocchio ha costretto l'altoatesino ad alzare bandiera bianca per gli US Open dopo il forfait ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati.

Il problema di Jannik Sinner al ginocchio necessita di cure approfondite e l’altoatesino, dopo il forfait ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, nei giorni scorsi ha alzato bandiera bianca anche per gli US Open. Nel podcast Off Court with Greg Rusedski, il finalista degli US Open del 1997 ha espresso la sua teoria.

“Stavo riguardando le partite di Wimbledon e ho notato la brutta scivolata di Sinner al primo turno, ricordate? Ha stretto i denti ed è riuscito a vincere il trofeo ma io credo che si sia infortunato proprio in quel momento” ha detto Rusedski.

“Dal mio punto di vista, probabilmente il ginocchio gli dava fastidio durante il torneo. Naturalmente è una mia teoria – ha sottolineato l’ex campione – ma è riuscito a vincere Wimbledon, poi è andato dai suoi medici e potrebbe aver avuto un nuovo problema durante un allenamento”.
Senza Jannik Sinner può succedere di tutto agli US Open. L’ex campionessa belga Kim Clijsters, ai microfoni del podcast Love All, ha analizzato:

Carlos Alcaraz è tornato, ma forse non è ancora tornato completamente al suo livello migliore. E’ davvero difficile fare pronostici. Da una parte, pensi a un giocatore come Arthur Fils, che ha giocato così bene a Cincinnati. Poi, però, mi chiedo: forse è ancora troppo presto per lui per riuscire a vincere battaglie nei match al meglio dei cinque?”.

“Detto questo, penso che sia un giocatore a cui piace molto l’energia di New York. Credo che possa riuscire a superare i propri limiti grazie all’atmosfera che New York sa creare, soprattutto nelle partite serali. Quindi, per rispondere alla domanda, scelgo Arthur” ha detto Clijsters.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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