L'ex coach di Carlos Alcaraz ha commentato quanto sta succedendo al Roland Garros in questi giorni
L’ex allenatore di Carlos Alcaraz Juan Carlos Ferrero in un’intervista al Corriere della Sera ha commentato quello che sta succedendo al Roland Garros: “Non c’è Alcaraz, che sulla terra sarebbe stato il favorito, e Sinner ha perso subito. Per tutti gli altri è stato un risveglio: hanno aperto gli occhi e pensato che questa è l’occasione della vita. Io vedo Zverev più attrezzato, in ogni caso avremo un nuovo vincitore Slam dopo gli ultimi nove dominati da Carlos o Jannik. In prospettiva, è un cambiamento interessante: per almeno un paio d’anni quei due manterranno la loro superiorità ma Parigi 2026 segna un cambio di passo per gli inseguitori, che hanno capito che Sinner non è imbattibile”.
Sinner e Alcaraz reagiranno: “È una situazione che conosco bene: per anni ho allenato Carlos allo scopo di battere Jannik. I miglioramenti, cioè, erano calibrati specificamente su Sinner e l’abbiamo fatto per anni”.
Sulla crisi dell’Azzurro a Parigi: “A me è proprio parsa una crisi fisica. È salito 5-1 nel terzo con Cerundolo colpendo la palla benissimo, con superiorità totale. Poi il crollo. Sul 4-1 l’ho visto tornare verso l’asciugamano camminando in modo diverso. Ho pensato: che strano… Faceva caldo ma non c’erano i presupposti per quello che è successo. La ragione, secondo me, è da ricercare nei mesi precedenti: ha giocato tanto, troppo, senza darsi il tempo di recuperare. Ero certo che avrebbe accusato la stanchezza durante il Roland Garros ma pensavo più avanti. È incredibile che con Cerundolo non sia riuscito a resistere un game di più”.
Sul problema del caldo, Ferrero si esprime così: “Il luogo d’origine ha un ruolo: probabilmente Jannik ha una tolleranza del freddo maggiore del caldo. Non penso che da bambino, prima di trasferirsi a Bordighera da Piatti, si sia allenato in condizioni umide e calde. A differenza di Carlos, che è nato a Murcia, nel sud della Spagna. Qui a Villena è capitato spesso che, in una giornata bollente, io lo tenessi in campo più a lungo proprio per abituarlo alla sofferenza di quelle temperature. Certo che Jannik può migliorare. Il passato lo aiuta: ha vinto due volte in Australia, dove fresco non fa, a Miami e a New York, che può essere umidissima”.
Ferrero ha grande stima per Sinner, e in particolare di un suo talento: “È velocissimo a capire cosa deve migliorare. Ricorda quel Sinner-Alcaraz a Parigi Bercy nel 2021, la prima sfida Atp? Beh allora Jannik giocava solo incrociato: no lungolinea, no volée, no smorzate. Vidi in campo uno straordinario colpitore, nulla a che vedere con il giocatore di oggi. Di testa è una roccia, ed è una spugna: impara subito”.
Sul confronto tra i due campioni: “Se la giocano sui dettagli. Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere. Per me, al cento per cento, Carlos è un pelo sopra: tipo 55% -45%. Ma tra quei due sono state e sempre saranno partite apertissime»”.
Ferrero non dice no ad un ipotetico futuro da allenatore di Sinner: “Solo qualche mese fa, le avrei detto di no: la rottura con Carlos era fresca, non sarei stato pronto. Ma oggi che mi sento più forte rispondo: perché no? Sinner ama lavorare duro ed è disposto a tutto per rimanere n.1: come atteggiamento, mi piace. Sarebbe bellissimo allenarlo”.