Medvedev provoca Jannik Sinner: “Mi succedeva anche con Nadal”

Articolo di Andrea Gussoni

"Allora, intanto vorrei dire che sarebbe impossibile, ma avrei una soluzione".

Daniil Medvedev, in conferenza stampa agli Internazionali d’Italia 2026, ha commentato a lungo quanto accaduto in semifinale, una sfida disputata su due giorni e conclusa 6-2 5-7 6-4 in favore di Jannik Sinner. “Bel feeling giocare un tennis di questa qualità… Voglio dire, anche nel primo set ho pensato che non stessi giocando così male. Se giochi contro Jannik e non lo fai al 110%, non puoi giocare male e perdere 6-2. Sono riuscito ad alzare il livello nel secondo set. Anche oggi è stato veloce. Felice di come ci ho provato, salvando due match point sul mio servizio. Sono contento del livello. Dispiaciuto per la sconfitta. Fiducia? Ogni settimana è nuova. Bello avere questo livello prima del Roland Garros, ma sarà un viaggio nuovo lì. Vedremo quello che porterà“.

Interpellato poi sul tema del fisioterapista, dopo quanto accaduto il giorno precedente, Medvedev ha proposto una sua idea: “Allora, intanto vorrei dire che sarebbe impossibile, ma avrei una soluzione: consentire i tre minuti di trattamento del fisioterapista quando hai i crampi. Allora non c’è problema, un giocatore potrebbe dire di avere i crampi e avere bisogno del fisioterapista. Per adesso non è ammesso. Lo capisco perfettamente. Chiaro, se cominci ad avere i crampi (può essere che non li avesse, non ne ho idea), quello che fai è chiamare il fisioterapista e dire ‘ho un piccolo dolore al ginocchio’. Forse l’ho fatto anche io in carriera. Se il trattamento medico fosse disponibile per i crampi non ci sarebbe alcun problema, questa è una soluzione“.

Sulle condizioni fisiche di Jannik Sinner durante il match, ha aggiunto: “Non ne parliamo nello spogliatoio. Per quanto riguarda me, non cerchiamo di discutere di tennis. Quando dico questo, dico che non guardiamo un match e diciamo ‘guarda il suo rovescio, è proprio cattivo. Tutti dovremmo andare su quello’. O almeno io non ne parlo con nessuno“.

Ha poi spiegato meglio il tipo di partita: “Allora, è difficile giocare contro di lui. Per vincere un punto devi colpire tante volte. Tento di vincere i punti, quindi colpisco molto. Non so se ci fosse qualcos’altro, ma i punti erano fisici. Anche per me è stato difficile. Stava soffrendo. Quando gioco contro Novak è lo stesso. Lui soffriva spesso fisicamente contro di me. Ci sono stati altri? Beh, direi che contro Rafa facevo fatica a livello fisico. Ma era la stessa storia. Giocavamo tanti colpi perché è come voglio giocare anche io. Non penso ci sia di più da dire. Ancora, se qualcuno è bravo abbastanza da giocare contro Jannik da fondo, perché non c’è altro modo di vincere, sarà una sofferenza per entrambi. Anche a Montecarlo stava soffrendo, ma ha vinto. Che soffra non è un problema per lui quanto a vincere. L’unica chance che hai è di giocare i punti da 30 colpi, tentare di vincerli. Allora si soffre in due“.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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