Corrado Barazzutti perentorio su Jannik Sinner dopo il forfait agli US Open

Articolo di Martino Davidi

L'ex giocatore e allenatore di tennis: "Ho visto tennisti che hanno rischiato e ne hanno pagato le conseguenze"

L’ex capitano dell’Italtennis Corrado Barazzutti ha commentato sul Corriere della Sera la scelta di Jannik Sinner di dare forfait agli US Open per il problema al ginocchio: “E’ una decisione molto difficile. Poteva essere un altro Slam da aggiungere in bacheca: i 24 di Novak Djokovic sono lontanissimi, Jannik è a 5, però un tassello per volta si può iniziare a sognare. Ma evidentemente l’infortunio è serio, non ci ha nemmeno provato”.

Secondo Barazzutti il campione altoatesino ha preso la decisione giusta, se non se la sentiva: “Sia da giocatore sia da allenatore, la mia idea è sempre stata chiara: con gli infortuni non si scherza. Un atleta sa quando è meglio fermarsi: Sinner e il suo staff hanno avuto tutti gli elementi per valutare, conoscendo le possibili conseguenze in caso di forzatura. Ho visto da vicino tennisti che si sono presi dei rischi e ne hanno pagato le conseguenze”.

“Successe a Fognini nel 2023. Ero suo allenatore. Ha giocato il terzo turno del Roland Garros contro Ofner nonostante un infortunio al pettorale: il medico gli ha sconsigliato di scendere in campo, ma lui è un generoso e ha dato tutto, salvo poi peggiorare la situazione”.

Barazzutti ha preferito non commentare la gravità dell’infortunio: “Non abbiamo informazioni, non sappiamo nulla. Anche su Alcaraz: era a Barcellona, improvvisamente si è ritirato ed è stato fermo quattro mesi e mezzo. Sicuramente Jannik ha preso la decisione migliore sentendo il parere dei medici”.

Paolo Bertolucci non si è detto sorpreso dalla rinuncia di Sinner: “Perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. Niente allenamenti, solo terapie”. L’ex tennista ha sottolineato come la scelta fosse in realtà prevedibile: “Se si fosse allenato come un matto, non dico da luglio, da Wimbledon, ma anche negli ultimi 10 giorni con ore di campo, di tennis, di palestra capirei lo stupore. Ma così, no. È fermo e non riesce a essere al massimo: era prevedibile che rinunciasse. Non avrebbe senso presentarsi a mezzo servizio agli US Open: non sono uno scherzo, se ci vai devi essere in condizione”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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