Non è però la prima volta che il Milan riserva questo tipo di omaggio a una grande stella del tennis
C’era una spettatrice d’eccezione a San Siro per Milan-Lecce. Sugli spalti dello stadio milanese è comparsa anche Aryna Sabalenka, una delle grandi protagoniste del tennis mondiale, reduce dalla finale degli US Open. La tennista bielorussa, ex numero 1 del ranking WTA, ha assistito al riscaldamento dei rossoneri al fianco di Gerry Cardinale, proprietario del Milan.
E proprio durante il prepartita è arrivato un regalo speciale. Cardinale ha consegnato a Sabalenka una maglia del Milan personalizzata con il suo nome e il numero 1, un omaggio che richiama il vertice raggiunto dalla giocatrice nel ranking mondiale. Non è però la prima volta che il Milan riserva questo tipo di omaggio a una grande stella del tennis. Lo stesso regalo, infatti, era già toccato a Jannik Sinner. Anche il numero 1 del tennis maschile aveva ricevuto una maglia rossonera personalizzata con il suo nome e il numero 1, a testimonianza del legame sempre più stretto tra il mondo dello sport e il club milanese.
Il Milan è tornato a vincere e convincere in Serie A dopo una serata da dimenticare in Europa League, e tra le chiavi del successo contro il Lecce c’è la scelta di Ruben Amorim di tornare ad affidarsi ai big della squadra. Tra loro Christian Pulisic e Adrien Rabiot, entrambi a segno dopo aver giocato dal primo minuto, ma anche Luka Modric a sua volta titolare. E proprio sul fuoriclasse croato si è concentrato nel dopopartita il tecnico rossonero.
“Modric è un giocatore che per dare il meglio di sé ha bisogno di avere la palla spesso. Per questo motivo può capitare che in alcune partite faccia più fatica, quando abbiamo bisogno di giocare di più in transizione. Quando il blocco è più basso si trova meglio, ma lo ritengo comunque pronto per giocare qualsiasi tipo di partita”, ha precisato Amorim intervistato da ‘DAZN’ nel dopopartita.
“Quando alleni grandi squadre come il Milan devi sentire i giocatori prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, e io l’ho fatto – ha precisato Amorim -. Poi trovare un’identità di squadra è sempre complicato, abbiamo ancora molto lavoro da fare ma stiamo imparando e migliorando. Rispetto alle ultime partite abbiamo giocato più liberi mentalmente. Sia contro la Juventus che contro la Lazio abbiamo perso due punti, ma stiamo facendo bene e probabilmente ne meritavamo di più”.