L'australiano ha iniziato il torneo parigino da numero 97 del mondo: dopo il successo con Medvedev, però, tutto può cambiare.
Come un fulmine a ciel sereno, il primo pomeriggio di mercoledì al Roland Garros ha regalato la prima grande eliminazione a sorpresa, quella del numero 8 del mondo Daniil Medvedev. A infliggergli quella che, in verità, è addirittura la sesta eliminazione in carriera al primo turno dello Slam parigino è stata una sorprendente wild card, l’australiano Adam Walton. Il 27enne del Queensland, ora, sogna in grande: certo, la sfida a Jannik Sinner (i due potrebbero trovarsi in semifinale) resta un sogno, ma se l’appetito vien mangiando…
Nato a Brisbane il 17 aprile del 1999, Walton è professionista dal 2022 e ha come best ranking la posizione numero 74, raggiunta nel finale della scorsa stagione. Nella prima fase della sua carriera da pro si è fatto notare per i suoi cinque tornei vinti a livello ITF (Waco, Cancun e Cancun-bis nel 2022, Tbilisi e Tulsa nel 2023) e per i quattro conquistati nel circuito ATP Challenger (Cary nel 2023, Burnie e Tapiei nel 2024, Brisbane nel 2025).
Nel 2023 ha esordito nei tornei dello Slam, nello specifico all’Australian Open, fermandosi però al secondo round delle qualificazioni. L’anno successivo è entrato nel main draw da wild card, fermandosi però immediatamente contro Matteo Arnaldi. Walton è uno che sa sfruttare le occasioni: nel 2025 entrò nel tabellone principale del Masters 1000 di Miami da lucky loser, e dopo aver battuto Luciano Darderi e Coleman Wong approdò agli ottavi, dove si fermò davanti a Taylor Fritz, poi semifinalista.
Sempre nel 2025 era riuscito ad approdare al secondo turno sia al Roland Garros (battendo il tedesco Marterer prima di arrendersi a Ruvlev) sia agli US Open (superando Ugo Humbert prima di essere sconfitto da Wong). Con il successo su Medvedev ha eguagliato dunque il suo miglior risultato in un torneo del Grande Slam: un risultato non da poco per un tennista che può ora considerarsi la mina vagante del torneo parigino.