Olimpia Milano
Aggiornato Sab 19 Set 2026 alle 11:21L’Olimpia Milano si prepara ad affrontare una nuova stagione ricca di aspettative, dopo aver scritto una delle pagine più belle della propria storia. Le ultime notizie raccontano di un club in piena trasformazione, tra addii eccellenti, nuovi innesti e la caccia al primo trofeo del 2026-27.
La Supercoppa Italiana: primo banco di prova per la nuova Olimpia
Oggi, sabato 19 settembre, l’Armani Olimpia Milano scende in campo alla Nova Arena di Tortona per la semifinale della Supercoppa LBA SisalClub 2026 contro la Virtus Bologna. Il fischio d’inizio è fissato per le ore 19:45. Per il club biancorosso si tratta del primo impegno ufficiale della stagione 2026-27, e le ambizioni sono chiare: vincere il trofeo per la settima volta, eguagliando il record condiviso con la Mens Sana Siena. Il General Manager Christos Stavropoulos ha ribadito il concetto senza mezzi termini: «La Supercoppa è un titolo e per noi ogni titolo è importante».
La preparazione è stata inevitabilmente condizionata dagli impegni internazionali dei giocatori con le rispettive nazionali, e coach Peppe Poeta ha avuto a disposizione il gruppo al completo solo negli ultimi giorni. Un test amichevole contro il PAOK di Andrea Trinchieri, perso 89-77, ha evidenziato ancora qualche lacuna difensiva e la necessità di trovare maggiore amalgama. «Dobbiamo avere più senso d’urgenza nel metterci sulla stessa pagina», ha ammesso lo stesso Poeta. Nonostante ciò, la settimana di lavoro intenso che ha preceduto la Supercoppa ha dato segnali incoraggianti, e la squadra si presenta all’appuntamento con la voglia di iniziare con un trofeo.
Tra i protagonisti attesi c’è sicuramente Moses Wright, l’acquisto più prestigioso dell’estate, centro di grande qualità proveniente dallo Zalgiris Kaunas. Il classe 1998, in possesso anche del passaporto cipriota, ha già avvisato il suo allenatore della propria duttilità: «Mi considero una guardia, sono pericoloso soprattutto nelle situazioni di pick and pop». Al suo fianco, il confermato Ousmane Diop, blindato con un prolungamento pluriennale dopo una stagione da protagonista nei playoff scudetto. Diego Flaccadori, alla sua quarta stagione in biancorosso, è un altro punto fermo del progetto: il playmaker italiano ha scelto ancora una volta di restare, convinto che «giocare per l’Olimpia a Milano vale molto di più».
L’eredità del Triplete e la rivoluzione del roster
La stagione appena conclusa ha consegnato all’Olimpia un Triplete storico: Supercoppa Italiana, Coppa Italia e Scudetto, il primo nella storia del club. Il 32esimo titolo nazionale è arrivato con la vittoria in gara 4 sul campo della Reyer Venezia per 72-86, con Armoni Brooks MVP della serie finale. Un traguardo straordinario, che ha però aperto una fase di profonda rivoluzione.
Brooks ha salutato Milano per trasferirsi all’ASVEL Villeurbanne, accettando un’offerta biennale da circa 4,6 milioni di euro che il club meneghino non è riuscito a pareggiare. Anche Shavon Shields, capitano e simbolo dell’era più vincente dell’Olimpia, ha lasciato dopo sei anni in biancorosso per accasarsi al Fenerbahce. Il suo palmarès in maglia biancorossa parla da solo: quattro scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe. Per colmare i vuoti lasciati da queste partenze, la dirigenza guidata dal DS Daniele Baiesi si è mossa con decisione, portando a Milano il playmaker RJ Cole dalla Reyer Venezia — protagonista con 16,4 punti di media in campionato nella scorsa stagione — e aggiungendo Alec Peters e Devon Hall nel backcourt.
Sul fronte delle ultime novità di mercato, resta aperta la grana Lorenzo Brown: il play statunitense, fuori rosa dall’inizio del 2026, non ha ancora trovato l’accordo con il club per la risoluzione del contratto. Secondo indiscrezioni provenienti da Israele, l’Hapoel Gerusalemme avrebbe manifestato interesse per il giocatore, ma nessuna offerta formale sarebbe ancora arrivata. Brown, che con Milano ha disputato solo 13 partite ufficiali nella stagione 2025-26, si trova attualmente negli Stati Uniti e non ha intenzione di tornare in Italia.
Ettore Messina vola ad Atlanta: si chiude un’era
Parallelamente alla costruzione della nuova Olimpia, si è definitivamente chiuso il capitolo Ettore Messina. Dopo sette anni in biancorosso — con un bottino di tre scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe come allenatore, più il contributo decisivo alla costruzione del Triplete — il tecnico classe 1959 ha ufficialmente intrapreso una nuova avventura agli Atlanta Hawks come Coaching Consultant nello staff di Quin Snyder, a partire dalla stagione NBA 2026-27. I due si conoscono bene, avendo già lavorato insieme ai Los Angeles Lakers e al CSKA Mosca. Per Messina si tratta di un ritorno oltreoceano, dopo le precedenti esperienze come vice di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs. L’Olimpia lo ha salutato con una nota ufficiale, ricordando come «Ettore Messina occuperà sempre un posto di primo piano nella storia della società».
A raccogliere la sua eredità tecnica è Peppe Poeta, confermato sulla panchina biancorossa fino al 2028. Il coach campano, subentrato a Messina a novembre scorso, ha saputo guidare la squadra verso il Triplete con autorevolezza e serenità, zittendo i detrattori e conquistando il suo primo scudetto da allenatore. Ora il compito è ancora più arduo: rifondare il roster mantenendo intatte le ambizioni sia in campionato sia in Eurolega, dove l’obiettivo dichiarato è tornare ai playoff che mancano dalla stagione 2021-22. La Supercoppa di oggi è il primo passo di un percorso che si preannuncia lungo e ambizioso.