Monza punta forte sull’ex Olimpia e Barcellona Omar Dieng: “Vinciamo tutti insieme”

Articolo di Mauro Corno

Presenza costante nelle Nazionali giovanili, Dieng è cresciuto nel vivaio di Milano prima di vivere, nella stagione 2016/2017, un'esperienza a Barcellona.

La Pallacanestro Monza ha deciso di puntare forte su Omar Dieng, giocatore che porta in biancorosso un bagaglio importante di esperienze maturate in giro per l’Italia e non solo. Presenza costante nelle Nazionali giovanili, Dieng è cresciuto nel vivaio di Milano prima di vivere, nella stagione 2016/2017, un’esperienza a Barcellona. Il ritorno in Italia lo ha portato a Verona nelle annate 2017/2018 e 2018/2019, quindi a Bergamo nel 2019/2020 e a San Giorgio nella stagione successiva.

Nel 2021/2022 è arrivato il passaggio all’ambiziosa Rieti di coach Finelli, mentre l’annata seguente è iniziata a Trapani ed è proseguita a San Vendemiano. Nel 2023/2024 ha vestito la maglia di Castello Bologna, prima dell’esperienza a Matelica nel 2024/2025 e di quella a Termoli nella scorsa stagione. Ora, a 26 anni, Dieng ha scelto Pallacanestro Monza e sarà uno degli elementi di maggiore esperienza e qualità del nuovo progetto. Sportal.it lo intervistato in esclusiva.

Cosa ti ha convinto ad accettare il progetto di Pallacanestro Monza, considerando che vieni da categorie superiori?

“Fin da subito mi hanno colpito l’organizzazione e la serietà che ci sono in questa società. Per esperienza posso dire che non è affatto scontato trovare determinate cose. Ho girato molte squadre in Italia e non sempre si incontrano persone e un’organizzazione di questo livello. È stato sicuramente uno degli aspetti che mi ha convinto maggiormente”.

Sei uno dei giocatori chiamati a essere leader di questa squadra. Ti senti pronto ad assumerti maggiori responsabilità anche nei confronti dei compagni più giovani?

“Sì, sicuramente. È un aspetto sul quale devo ancora maturare, perché comunque ho 26 anni e non 35. È qualcosa che devo sviluppare ulteriormente, ma credo che con il tempo riuscirò a farlo e ad assumermi sempre più responsabilità”.

Quanto è stata importante per la tua crescita la formazione ricevuta in una società come Milano?

“Tantissimo. Essere cresciuto in una realtà così importante mi ha dato molto e ha avuto un peso significativo nella mia formazione”.

Cosa pensi di poter trasmettere ai ragazzi più giovani, soprattutto dal punto di vista dell’applicazione e dell’atteggiamento quotidiano?

“Cerco di portare ogni giorno il meglio di me e di dare sempre il massimo, provando anche a essere un esempio per i più giovani. Allo stesso tempo, però, non sono un giocatore completo e ho ancora tanto da imparare. Anche loro potranno dare una mano a me. Deve essere uno scambio reciproco, perché alla fine si vince tutti insieme”.

Da oltre vent’anni Editor-in-Chief di Sportal.it si è laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon. Ha scritto due libri su calciatori e allenatori italiani all’estero ("Ai confini dell’impero" e "Nuovi confini dell’Impero") e, nel 2026, "I social prima dei social". Da bimbo era certo che avrebbe giocato in serie A ma già in Seconda Categoria faticava.

TG SPORT

Articoli correlati