Livorno
Aggiornato Lun 14 Set 2026 alle 08:51Il mondo del calcio italiano ha detto addio a Igor Protti, scomparso a 58 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro una grave malattia. L’ex attaccante riminese, che aveva annunciato la sua condizione già nel luglio 2025 con un messaggio toccante sui social, è diventato simbolo di dignità e forza d’animo fino all’ultimo giorno. Le ultime notizie che arrivano da Livorno e dal mondo del calcio dipingono il ritratto di un uomo amato profondamente, non solo per le sue gesta in campo ma per quello che ha rappresentato come persona.
L’addio di Livorno al suo bomber
Tra le novità più commoventi di questi giorni c’è il tributo della città labronica, che ha accolto la notizia della scomparsa di Protti con un dolore autentico e collettivo. Il Livorno Calcio ha voluto ricordarlo con parole semplici ma potenti: «Ci sono persone che appartengono a una squadra. E poi ci sono persone a cui una squadra appartiene. Igor era Livorno». Un messaggio che racchiude tutto il legame viscerale tra il bomber e la città toscana, dove aveva segnato le sue prime reti da professionista in Serie C e dove aveva poi chiuso la carriera, totalizzando nove stagioni e oltre 140 reti con la maglia amaranto.
Alla camera ardente allestita a Cecina si sono presentati in tanti per dargli l’ultimo saluto. Tra i presenti anche Massimiliano Allegri, suo compagno di squadra al Livorno tra il 1985 e il 1988, e Walter Mazzarri, il tecnico che con lui realizzò l’impresa della promozione in Serie A. «Con Igor mi legava un rapporto che andava al di là del rapporto allenatore-giocatore», ha dichiarato Mazzarri con la voce rotta dall’emozione. Il cordoglio ha valicato i confini di Livorno: anche il Lecce ha voluto ricordare chi era stato un leale avversario nei derby pugliesi quando vestiva la maglia del Bari, un gesto di sportività che ha commosso anche i tifosi biancorossi.
Lucarelli e Chiellini: le parole di chi lo ha amato
Tra le ultime notizie più toccanti emergono i messaggi di Cristiano Lucarelli e Giorgio Chiellini, due uomini che con Protti hanno condiviso spogliatoi, battaglie e affetti profondi. Lucarelli, che con il bomber riminese aveva formato una delle coppie d’attacco più prolifiche della storia del Livorno — 52 reti insieme nella sola stagione di Serie B 2003-2004 — si è recato ad Ardenza per onorarlo, ammettendo che «per la prima volta in 50 anni vengo qui malvolentieri». Una frase che dice tutto. L’ex numero 99 labronico aveva già rivelato di aver fatto visita a Protti appena una settimana prima della sua scomparsa: «Le condizioni erano molto precarie, ma non aveva assolutamente perso la voglia di combattere».
Chiellini, oggi dirigente della Juventus ma in questo caso soprattutto ex giocatore del Livorno, ha affidato a Instagram un lungo messaggio che ha commosso il web. «Ti ho conosciuto che ero un bambino, tu eri il mio idolo e capitano. Per tanti anni sei stato in quel gruppo davvero come un fratello maggiore», ha scritto l’ex capitano della Nazionale. «Uno di quelli che ti fanno crescere senza accorgertene, che ti danno tanto non con discorsi lunghi, ma con l’esempio quotidiano». Parole che restituiscono l’immagine di un uomo capace di lasciare un segno indelebile nelle persone che gli stavano vicino, dentro e fuori dal campo.
A rendere ancora più straziante il quadro è stata la testimonianza della figlia di Protti, Noemi, che il padre era riuscito a portare all’altare nelle settimane precedenti alla sua scomparsa. «Le persone vedono il fischio finale, noi abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo», ha scritto su Instagram. «Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo». Un gesto che Lucarelli stesso aveva interpretato come un messaggio universale: «È stato come se ci volesse dire che la vita va vissuta pienamente fino al termine dei nostri giorni».
Una carriera da record, un uomo da ricordare
Le news su Protti non possono prescindere dal ricordare la sua straordinaria carriera. Nato a Rimini il 24 settembre 1967, l’attaccante aveva realizzato oltre 250 reti in carriera, laureandosi capocannoniere dalla Serie C alla Serie A — un record condiviso soltanto con Dario Hubner. Con il Bari aveva disputato 121 partite segnando 51 reti, conquistando persino la cittadinanza onoraria della città pugliese. Proprio dall’ex compagno di reparto Sandro Tovalieri è arrivato uno dei messaggi più strazianti: «Ciao fratellone mio, mi hai spezzato il cuore. Una parte di me se ne va insieme a te».
Già nel luglio 2025, Protti aveva annunciato la malattia con un post su Instagram che aveva gelato il sangue al mondo del calcio: «È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre». Aveva affrontato quella partita con la stessa determinazione con cui aveva inseguito ogni pallone in carriera. E anche se il risultato finale non è stato quello sperato, il modo in cui ha vissuto questi mesi resterà un esempio per tutti. Il calcio italiano perde uno dei suoi protagonisti più amati, ma il ricordo di Igor Protti — a Livorno, a Bari, e in ogni città che lo ha visto giocare — non si cancellerà facilmente.