La morte dell'ex fantasista nerazzurro sta provocando reazioni in tutto il mondo del calcio
La morte di Evaristo Beccalossi sta provocando centinaia di reazioni nel mondo del calcio, tra queste le più significative sono quelle dei suoi ex compagni di squadra. Il suo ex partner Alessandro ‘Spillo’ Altobelli, raggiunto dal Corriere della Sera, è sicuramente tra i più provati.
Altobelli fu protagonista proprio con Beccalossi dello scudetto dell’Inter del 1980: “Il vero morto sono io, sono in Kuwait e sto cercando voli per tornare”, ha dichiarato l’ex Azzurro.
Un altro compagno dello scudetto 1980, Giampiero Marini, ha così ricordato Beccalossi: “Evaristo era un carissimo amico, ci ritrovavamo spesso con altri ex Inter a cena e lui, più di tutti, portava allegria. Ci mancherà tantissimo. Ho ho avuto il privilegio di essere suo compagno di squadra ed è stato un calciatore apprezzato tantissimo anche dalla tifoseria. Con lui, in campo, ho passato degli anni magnifici. Oggi è difficile trovare dei calciatori così, con quella classe e quella fantasia. Era nato per giocare, portava gioia”.
L’ex difensore nerazzurro Fulvio Collovati lo ha omaggiato così sui social: “Caro Becca, eri un grande, a volte incompreso, ce ne fossero di 10 come te ora! È stato un onore aver giocato insieme a te”.
Grande ricordo anche da parte dell’ex portiere dell’Inter Ivano Bordon: “Oggi mi viene in mente il bel periodo passato insieme, sono stati anni bellissimi. E penso a tutti i tifosi di calcio, non solo a quelli dell’Inter, perché la morte di Evaristo Beccalossi è una perdita per tutti”.
Anche il club nerazzurro ha voluto tributare un commosso addio al suo ex fantasista attraverso una toccante lettera pubblicata sul sito ufficiale. “FC Internazionale Milano e tutto il mondo Inter si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Evaristo Beccalossi e, nel ricordarlo, abbracciano i suoi familiari. Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone”.