Svizzera

Aggiornato Mer 24 Giu 2026 alle 20:18

Le ultime notizie sulla Svizzera calcistica raccontano di una nazionale in grande salute, capace di costruire un ciclo vincente che ha trovato il suo apice con la qualificazione ai Mondiali 2026 e una figura sempre più riconoscibile sul palcoscenico europeo. Ma le novità più recenti arrivano anche da un episodio drammatico che ha colpito il cuore del calcio elvetico di club.

L’incendio al St. Jakob-Park: un colpo durissimo per il Basilea

La notizia più fresca e sconcertante riguarda il Basilea, club storico della Super League svizzera. Nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile 2026, un violento incendio ha devastato la zona degli spogliatoi del St. Jakob-Park, lo stadio che ospita anche le partite casalinghe della nazionale elvetica. Le fiamme, accompagnate da una densa coltre di fumo, hanno completamente distrutto gli spogliatoi della prima squadra, i locali di deposito, le aree fisioterapiche, le docce e gli uffici dello staff tecnico. Tra i beni andati perduti figurano scarpe da calcio personali, maglie, attrezzature di allenamento e materiale medico non sostituibile nel breve termine.

La società renana ha comunicato tempestivamente l’impossibilità di disputare la trasferta contro il Thun, prevista per il pomeriggio dello stesso sabato. La Swiss Football League ha accolto la richiesta di rinvio, e l’intera zona sotterranea dello stadio è stata posta sotto sequestro dalle autorità. Fortunatamente, nessuna persona è rimasta ferita. Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento.

La Svizzera ai Mondiali 2026: sesta qualificazione consecutiva

Prima di questo episodio, le ultime notizie sulla nazionale elvetica erano state decisamente più esaltanti. La nazionale rossocrociata guidata da Murat Yakin ha centrato la qualificazione ai Mondiali 2026 in Nordamerica, raggiungendo il traguardo per la sesta volta consecutiva — un record che testimonia la solidità di un progetto tecnico ben costruito nel tempo.

Il pass è arrivato nel novembre 2025, con il pareggio per 1-1 sul campo del Kosovo a Pristina. Una partita controllata con intelligenza dagli elvetici: Ruben Vargas aveva portato in vantaggio la Svizzera al 47′, prima che Muslija pareggiasse al 74′. Ai kosovari serviva una vittoria con sei gol di scarto per scavalcare gli avversari in classifica: un’impresa semplicemente impossibile. La Svizzera ha così staccato il biglietto per il Mondiale, mentre l’Italia era costretta a passare dagli spareggi.

Il cammino di qualificazione era stato brillante: nel girone B, gli elvetici avevano chiuso al primo posto con 13 punti, precedendo il Kosovo di tre lunghezze. Particolarmente significativa era stata la vittoria per 4-1 sulla Svezia nella penultima giornata, con reti di Embolo, Xhaka su rigore, Ndoye e Manzambi. Un risultato che aveva quasi matematicamente blindato il primo posto nel raggruppamento.

Il test con la Germania e la preparazione al Mondiale

Con la qualificazione in tasca, la Svizzera ha continuato a lavorare in vista dell’appuntamento iridato. Nel marzo 2026, il St. Jakob-Park di Basilea — lo stesso stadio poi colpito dall’incendio — ha ospitato un’amichevole di lusso contro la Germania di Nagelsmann, un test fondamentale per entrambe le nazionali in ottica Mondiale. Yakin ha potuto contare sul rientro di due veterani importanti come Remo Freuler e Denis Zakaria, chiamati ad affiancare il metronomo insostituibile Granit Xhaka in mediana. Davanti, il tridente con Ndoye, Embolo e Vargas confermava la fiducia nei titolari inamovibili del progetto tecnico elvetico.

La nazionale svizzera si presenta al Mondiale con un’identità tattica ben definita: solidità difensiva, intensità nel pressing e qualità nelle ripartenze. Un modello che aveva già fatto soffrire le grandi d’Europa, come dimostrato plasticamente agli Europei 2024 in Germania, dove la Svizzera aveva eliminato l’Italia negli ottavi con un netto 2-0 — reti di Freuler e Vargas — prima di arrendersi solo ai calci di rigore contro l’Inghilterra nei quarti di finale. Quella cavalcata europea aveva consacrato definitivamente la Svizzera come una delle realtà più solide del calcio continentale.

Tra i protagonisti assoluti di questo ciclo spicca Granit Xhaka, capitano e anima della squadra, affiancato da un gruppo di giocatori di livello internazionale come Akanji, Kobel, Ndoye e Embolo. Una generazione che ha saputo costruire continuità e risultati, portando la bandiera rossocrociata con orgoglio nelle competizioni più importanti. Le ultime news confermano che la Svizzera, nonostante le difficoltà contingenti legate all’incendio al St. Jakob-Park, rimane una delle realtà più interessanti e competitive del calcio europeo in vista del grande appuntamento mondiale.