Massimo Moratti

Aggiornato Gio 30 Apr 2026 alle 21:51

Massimo Moratti torna al centro della scena calcistica italiana con le sue dichiarazioni sul caso che ha scosso il derby d’Italia tra Inter e Juventus. L’ex presidente nerazzurro, protagonista di alcune delle pagine più gloriose della storia interista, non ha mai smesso di far sentire la propria voce su tutto ciò che riguarda il mondo del calcio, e le ultime notizie lo vedono ancora una volta in prima linea nel commentare le vicende più calde della Serie A.

Moratti e il caso Bastoni: «La Juve fa la vittima, ma la storia non la ricorda così»

Le ultime dichiarazioni di Moratti riguardano la simulazione di Alessandro Bastoni nel corso del derby d’Italia, episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu e ha scatenato un acceso dibattito. Intervenuto ai microfoni di Radio Rai, l’ex patron nerazzurro non ha risparmiato critiche a nessuno, a partire proprio dal difensore della sua ex squadra. «Adesso la Juve si lamenta, fa la vittima ed è vittima certamente di un fatto nuovo», ha esordito Moratti, aggiungendo però una stoccata bianconera: «Mi sembra che abbia un po’ esagerato nelle proteste come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, ma la storia non la ricorda così».

Sul comportamento di Bastoni, Moratti è stato diretto: «Questa è una simulazione entusiasta, ha fatto un salto incredibile da un allungamento del braccio dell’avversario». Pur riconoscendo che Kalulu aveva allungato il braccio, l’ex presidente ha sottolineato come il difensore nerazzurro abbia approfittato della situazione in modo eccessivo, meritando a sua volta una sanzione. «Si è risolta in un’ingiustizia perché Kalulu non ha fatto fallo e Bastoni meritava qualche cosa per la sua simulazione», ha aggiunto con la consueta franchezza.

Nonostante le critiche, Moratti ha mostrato anche un lato più comprensivo nei confronti del giocatore: «Credo che Gattuso possa fare a meno di castigare Bastoni. Per il difensore nerazzurro è già un castigo l’attacco che sta avendo da parte di tutti. Spero che passi in fretta e che non rimanga come esempio quello che ha fatto». Una posizione equilibrata, che riflette la capacità dell’ex presidente di distinguere tra la critica sportiva e l’accanimento personale. Le parole complete di Moratti sul caso Bastoni.

Il ritorno in campo dopo la malattia: una storia di resilienza

Prima di tornare a parlare di calcio giocato, Moratti ha dovuto affrontare una battaglia ben più importante. Nell’estate del 2025, l’ex presidente dell’Inter era stato ricoverato in terapia intensiva all’Istituto Humanitas di Rozzano a causa di una polmonite che ne aveva messo a rischio la vita. Per una settimana era rimasto intubato, con il mondo del calcio in apprensione per le sue condizioni. Il 30 agosto 2025 era stato estubato e aveva ripreso a respirare autonomamente, e il 27 settembre aveva finalmente fatto ritorno a casa dopo un mese di ricovero.

Una vicenda che aveva commosso l’intero ambiente calcistico, con tifosi di ogni squadra che avevano espresso solidarietà all’ex patron nerazzurro, ormai 80enne. Non erano mancate, purtroppo, anche voci vergognose di chi aveva approfittato della situazione per attacchi gratuiti, episodi che avevano suscitato indignazione generale. Il ritorno a casa di Moratti dopo la polmonite.

Moratti e la sua Inter: un legame indissolubile

Nonostante non ricopra più alcun ruolo ufficiale nel club nerazzurro, Massimo Moratti continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per tutto l’ambiente interista. A gennaio 2026, interpellato sulle polemiche arbitrali che avevano animato il dibattito calcistico, aveva tracciato una netta distinzione rispetto ai tempi di Calciopoli: «Non ci sono analogie col passato. All’epoca c’era un’associazione di delinquenti a guidare il calcio, oggi ci sono arbitri fuori forma e non all’altezza». Una presa di posizione chiara, che riflette la sua visione lucida e disincantata del calcio contemporaneo.

Il legame tra Moratti e l’Inter resta viscerale. Sotto la sua guida, durata dal 1995 al 2013, il club ha conquistato 16 trofei, tra cui il leggendario Triplete del 2010 con José Mourinho in panchina. Un’eredità che lo stesso Steven Zhang, prima di lasciare la presidenza, aveva riconosciuto pubblicamente, ringraziando Moratti per aver costruito le fondamenta su cui si è poggiato il successo della gestione cinese, inclusa la conquista della seconda stella. Moratti sugli arbitri e il paragone con Calciopoli.

A 80 anni compiuti lo scorso maggio 2025, festeggiati con una festa a sorpresa nella tenuta di Imbersago alla presenza di leggende come Ronaldo, Vieri e Recoba, Moratti rimane una delle voci più autorevoli e ascoltate del calcio italiano. Le sue ultime notizie lo confermano come un osservatore attento e senza peli sulla lingua, capace di elogiare e criticare con la stessa schiettezza chiunque, anche i colori nerazzurri che ha amato e continua ad amare profondamente.