L'imprenditore milanese, sempre vicino alle questioni sportive della Beneamata, ha detto la sua senza troppi giri di parole.
Archiviate le delusioni relative alla mancata qualificazione agli ottavi di Champions e al secondo derby perso sui due giocati in questa stagione, l’Inter punta a rialzarsi e chiudere al più presto il discorso scudetto: a provare a caricare i nerazzurri è l’ex patron Massimo Moratti, rimasto vicino alle vicende sportive della Beneamata, alla quale augura di rimettersi rapidamente in corsa in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.
L’imprenditore milanese, tra l’altro, non ha risparmiato una stoccata ai rivali rossoneri, riferendosi in particolare al tocco di mano di Ricci in area al 95′ del derby, che né arbitro né VAR hanno ritenuto falloso: “Sono d’accordo sul tenere il profilo basso, com’è stato fatto dopo la partita – ha detto Moratti -. Inutile cercare alibi, però c’è da dire che in passato giocate del genere sono state punite e a parti invertite sono certo che sarebbe scoppiato il finimondo”.
Al di là del controverso episodio, Moratti ha comunque sottolineato di non aver visto l’Inter che si aspettava: “La squadra deve tornare a correre e a produrre gioco. Contro il Milan non ho visto il fuoco, né la tensione giusta: è una cosa inammissibile, considerando che si trattava del derby. Penso che la sconfitta sia nata nella partita di Como in Coppa Italia: siamo andati lì e non abbiamo giocato, soprattutto gli ultimi minuti hanno preparato a quella passività che si è vista con il Milan”.
Chiuso l’argomento derby, Moratti è poi tornato sul caso Bastoni, che dopo quanto accaduto nel derby d’Italia con la Juventus è bersagliato dai fischi in ogni partita dalle tifoserie avversarie: “Chi lo fischia – ha affermato l’ex presidente nerazzurro – ha magari in squadra calciatori che fanno sceneggiate, si contorcono per contatti minimi o si portano le mani alla faccia anche se vengono colpiti al petto. Bastoni ha fatto una cavolata, soprattutto con l’esultanza, ma tutto è stato amplificato perché si trattava di Inter-Juve. I dirigenti della Juventus poi, che parlano di morte del calcio… Per l’Inter è stato un parziale recupero crediti”.