Lara Gut-Behrami
Aggiornato Lun 23 Mar 2026 alle 11:55La storia sportiva di Lara Gut-Behrami si è conclusa nel modo più amaro possibile: non sul podio di una grande gara, non con la coppa di cristallo tra le mani, ma su una pista di allenamento a Copper Mountain, in Colorado, dove la campionessa ticinese ha subito un grave infortunio che le ha impedito di disputare quella che avrebbe dovuto essere la stagione più bella della sua carriera. Le ultime notizie su una delle sciatrici più forti di sempre raccontano una parabola segnata dalla sfortuna, ma anche da una dignità e una lucidità fuori dal comune.
Il grave infortunio e l’addio forzato alle Olimpiadi
Nel novembre 2025, durante una sessione di allenamento sulle nevi americane, Lara Gut-Behrami è caduta rovinosamente, riportando la rottura del legamento crociato anteriore e del legamento collaterale mediale, oltre a una lesione meniscale al ginocchio sinistro. Una diagnosi devastante, resa ancora più pesante dal contesto: la campionessa svizzera aveva già annunciato che quella sarebbe stata la sua ultima stagione agonistica, con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 come obiettivo finale e coronamento di una carriera leggendaria.
La notizia ha scosso il mondo dello sci alpino. Beat Tschuor, allenatore capo dello sci alpino femminile di Swiss-Ski, non ha nascosto il dolore: «Le Olimpiadi invernali, in programma nella sua seconda casa, l’Italia, erano l’ultimo grande obiettivo della carriera di Lara. Questo infortunio rende tutto ancora più amaro». Il chirurgo Olivier Siegrist, che anni fa aveva già operato la ticinese per la ricostruzione dello stesso legamento, aveva commentato la situazione con dispiacere: «Era consapevole che gli infortuni sono un rischio che tutti gli sciatori corrono. Non si è lamentata, è un’atleta molto equilibrata».
Gut-Behrami stessa ha affrontato la situazione con una maturità che ha colpito tutti. Intervistata da RSI, ha voluto chiarire la sua posizione sul futuro: «Lo sport è così, ero contenta di tornare a competere quest’inverno ma è successo quel che è successo. Se mi ritirerò? A me sciare piace, lo farò per sempre: quando riuscirò di nuovo ad affrontare una curva e capirò se il dolore è completamente sparito, allora prenderò la mia decisione». Parole che lasciano aperto uno spiraglio, anche se la realtà dell’infortunio e l’età — 34 anni — rendono un eventuale ritorno in gara uno scenario tutt’altro che scontato.
Un palmares da leggenda e il tributo di Tina Maze
Per comprendere la portata della perdita che il mondo dello sci ha subito con il forfait di Lara alle Olimpiadi, basta scorrere il suo straordinario palmares. La campionessa di Sorengo può vantare tre medaglie olimpiche, tra cui l’oro nel Super-G a Pechino 2022, e due bronzi a Sochi 2014 e ancora a Pechino nel gigante. Ai Mondiali ha collezionato nove medaglie, con due ori, quattro argenti e tre bronzi. In Coppa del Mondo ha conquistato due sfere di cristallo generali, nel 2016 e nel 2024, oltre a sei coppe di specialità nel Super-G e una nel gigante, accumulando 48 vittorie e oltre 100 podi totali nel massimo circuito.
A rendere omaggio alla fuoriclasse elvetica, durante i Giochi di Milano Cortina 2026, è stata anche Tina Maze, leggenda slovena dello sci e commentatrice per Eurosport. In un’intervista esclusiva, la Maze non ha risparmiato parole di affetto e stima: «Mi è spiaciuto tantissimo per quello che è successo. Lara è una delle più grandi sciatrici che abbia conosciuto, con cui ho spesso gareggiato e con cui mi sono spesso allenata. È anche una splendida persona e mi auguro che la riabilitazione vada nella maniera migliore». Un tributo sentito, da parte di chi ha condiviso con lei anni di battaglie sul circo bianco, che testimonia quanto Gut-Behrami sia rispettata e amata non solo dai tifosi, ma anche dalle sue stesse rivali.
La stagione 2025-2026 avrebbe dovuto essere il capitolo finale di una storia sportiva iniziata da bambina nel Canton Ticino. Già a giugno 2025, durante un evento a Zurigo, la sciatrice aveva ufficializzato la sua intenzione di ritirarsi al termine dell’annata, con il sogno di chiudere in bellezza proprio alle Olimpiadi di casa — lei che con l’Italia ha sempre avuto un legame speciale, avendo vissuto a lungo a Udine con il marito Valon Behrami. Quel sogno si è infranto sulla neve del Colorado, lasciando un vuoto difficile da colmare nel panorama dello sci alpino mondiale.
Resta ora da capire quale sarà il futuro di Gut-Behrami. La sua stessa dichiarazione — «a seconda di come andrà la riabilitazione capirò se riuscirò a tornare, se ne parlerà l’anno prossimo» — suggerisce che la porta non sia del tutto chiusa. Ma al di là di qualsiasi scenario futuro, il bilancio della sua carriera parla da solo: una delle atlete più complete e vincenti nella storia dello sci alpino femminile, capace di eccellere tanto nelle discipline veloci quanto nel gigante, e di farlo con una classe e una determinazione che resteranno nell’immaginario collettivo degli appassionati di sport invernali.