Jessica Pegula

Aggiornato Sab 17 Ott 2026 alle 08:22

Le ultime notizie su Jessica Pegula raccontano di una giocatrice che ormai pesa anche fuori dal campo. La statunitense, protagonista del circuito WTA da diverse stagioni, nel 2026 è finita spesso al centro dell’attenzione per le sue opinioni su Jannik Sinner, che in Italia hanno acceso il dibattito, tra elogi sportivi e polemiche. Tra le novità più rilevanti ci sono i giudizi sul servizio dell’azzurro dopo Wimbledon e le parole sul caso antidoping di Marketa Vondrousova.

Pegula e Sinner: dalle previsioni agli elogi sul servizio

Il rapporto mediatico tra Pegula e il numero uno azzurro passa soprattutto dal podcast The Player’s Box. A maggio, alla vigilia del Roland Garros, la tennista americana aveva fotografato il momento d’oro di Sinner con una previsione netta: «Posso dire che vincerà, punto». Il contesto era quello di un azzurro reduce da sei Masters 1000 consecutivi, un’impresa senza precedenti, e favorito anche per l’assenza dell’infortunato Carlos Alcaraz. Pegula aveva aggiunto che senza lo spagnolo Sinner avrebbe «fatto piazza pulita per un po’».

Non era mancata però un’osservazione più sottile sul torneo di Roma. Secondo la statunitense, in semifinale l’altoatesino non aveva giocato benissimo e a inizio secondo set sembrava in difficoltà, quasi nauseato. Pegula lo aveva attribuito alla tensione: il Foro Italico era l’unico grande torneo che mancava al suo palmarès e per un italiano la pressione poteva farsi sentire. Sulla strada verso Parigi c’erano poi gli avvertimenti di Mats Wilander, che indicava nel fattore fisico e nel caldo i possibili punti deboli di Sinner. Si possono leggere i dettagli di quella previsione di Pegula su Sinner.

Il Roland Garros ha poi avuto un esito amaro per l’azzurro: il ritiro per malore contro l’argentino Cerundolo, quando conduceva 5-1 nel terzo set. Il riscatto è arrivato a Wimbledon, dove Sinner ha conquistato il suo quinto Slam a 24 anni, completando di fatto la collezione di tutti i Masters 1000. Dopo il trionfo londinese Pegula è tornata a parlare di lui, stavolta in chiave tecnica. Il servizio largo sul lato sinistro, ha spiegato, è «pazzesco» e continua a migliorare: in passato aveva una percentuale di riuscita più bassa, ora produce ace quasi a ogni occasione. Secondo lei andrebbe istituito un premio per il colpo più migliorato del circuito, e il servizio di Sinner lo meriterebbe.

I numeri le danno ragione. L’altoatesino è secondo nella classifica ATP per percentuale di prime in campo, primo per punti vinti con la prima e con la seconda di servizio, e a Wimbledon ha messo a segno 128 ace, il massimo del torneo, lontano comunque dal record assoluto di 212 firmato da Goran Ivanisevic nel 2001. Il bilancio stagionale di 44 vittorie e 3 sconfitte, pari al 93,6%, colloca il 2026 di Sinner tra le migliori annate dell’era Open. Il resoconto completo è nell’articolo sul servizio di Sinner secondo Pegula.

Il caso Vondrousova e la polemica con i tifosi

Meno leggera è stata la vicenda di fine giugno. Dopo il successo all’esordio a Wimbledon contro Darja Vidmanova, Pegula ha commentato in conferenza stampa la squalifica di quattro anni inflitta a Marketa Vondrousova per il rifiuto di sottoporsi a un controllo antidoping fuori competizione, avvenuto nel dicembre 2025. L’americana ha ammesso di non conoscere i dettagli, ma ha detto che ci sono molte voci contrastanti e che con una pena simile si rischia di rovinare la carriera di qualcuno per qualcosa che poteva essere solo un malinteso.

La frase che ha scatenato la bufera è stata un’altra. Pegula ha affermato di non capire bene la differenza tra questo caso e quanto accaduto a Sinner e Swiatek, auspicando una soluzione che non comporti la distruzione totale di una carriera per una giocatrice neppure risultata positiva. I tifosi dell’azzurro hanno reagito duramente sui social, sostenendo che i casi siano totalmente differenti e che la tennista avrebbe dovuto informarsi meglio sui regolamenti antidoping. Alcuni commenti hanno parlato di confusione giuridica e di ignoranza sfacciata. Il tema è ricostruito nell’articolo sulla polemica su Sinner e Vondrousova.

Il contrasto tra questa polemica e gli elogi di metà luglio racconta bene il ruolo di Pegula: una voce schietta, spesso incline a dire ciò che pensa senza troppi filtri. Era già successo a febbraio, quando aveva sostenuto che Novak Djokovic fosse stato motivato in modo particolare contro Sinner agli Australian Open dalla domanda di un giornalista sul presunto inseguimento a Sinner e Alcaraz, giudicata dal serbo irrispettosa. Secondo Pegula, quell’episodio aveva acceso una scintilla in Djokovic, che battè l’azzurro in semifinale prima di arrendersi ad Alcaraz in finale.

Il percorso sul campo: la stagione 2025 e i titoli

Al di là delle dichiarazioni, Pegula resta una professionista di primissimo livello. Nel 2025 ha vinto tre titoli, tra cui quello di Bad Homburg sull’erba, dove ha battuto Iga Swiatek in finale per 6-4, 7-5 confermandosi tra le favorite in vista di Wimbledon. A Miami era arrivata fino alla finale contro Aryna Sabalenka, dopo aver superato in tre set la rivelazione Alexandra Eala, e già al terzo turno aveva eliminato Anna Kalinskaya, fidanzata di Sinner, con un punteggio di 6-7, 6-2, 7-6.

Nel finale di stagione ha ottenuto uno dei risultati più prestigiosi, battendo in rimonta la numero uno Sabalenka nella semifinale di Wuhan, con il punteggio di 2-6, 6-4, 7-6 e un tie-break dominato per 7-2. In finale ha poi perso con la connazionale Coco Gauff per 6-4, 7-5. Alle WTA Finals di Riyad ha chiuso il girone battendo Jasmine Paolini 6-2, 6-3, ma in semifinale si è arresa a Elena Rybakina per 4-6, 6-4, 6-3. Ha vissuto anche delusioni, come la semifinale persa agli US Open contro Sabalenka in rimonta.

Il quadro che emerge è quello di una campionessa costante, spesso vicina ai grandi traguardi e sempre pronta a dire la sua sui protagonisti del tennis. Per chi cerca news e aggiornamenti su Pegula, la combinazione tra risultati sul campo e dichiarazioni dal peso mediatico, soprattutto quando riguardano Sinner, continuerà con ogni probabilità a produrre nuovi spunti anche nei prossimi mesi.