Gigi Dall’Igna

Aggiornato Gio 26 Mar 2026 alle 10:55

Le ultime notizie su Gigi Dall’Igna raccontano di un direttore generale di Ducati Corse alle prese con una fase inedita: dopo anni di dominio assoluto, la Rossa di Borgo Panigale si trova a dover inseguire, e il manager veneto è chiamato a gestire la situazione con la stessa lucidità che lo ha sempre contraddistinto. Le novità più recenti arrivano dal GP della Thailandia 2026, primo appuntamento della nuova stagione, che ha consegnato un risultato storico in negativo per la casa emiliana.

Dall’Igna e il campanello d’allarme dalla Thailandia

Il weekend di Buriram ha segnato un punto di svolta: per la prima volta in 102 Gran Premi, la Ducati è rimasta fuori dalla top five. Un dato che ha fatto rumore, soprattutto considerando che nelle 88 gare precedenti il team aveva sempre conquistato almeno un podio. La prima moto italiana al traguardo è stata quella di Fabio Di Giannantonio, sesto classificato, mentre Marc Marquez è stato costretto al ritiro per una foratura mentre lottava per le posizioni di vertice.

La risposta di Dall’Igna dopo il GP di Thailandia è arrivata puntuale su LinkedIn, con il tono misurato e razionale che lo caratterizza: «Innanzitutto congratulazioni ai nostri avversari che si sono affermati con pieno merito. La loro competitività non sorprende; l’abbiamo constatata in particolare nelle fasi finali della scorsa stagione e ancor di più durante i test pre-stagionali». Nessun panico, dunque, ma piena consapevolezza del lavoro da fare. «È un ciclo naturale, un calo di prestazioni può verificarsi, soprattutto dopo un periodo così lungo di successi duraturi», ha aggiunto il manager, sottolineando come il calendario sia ancora lungo e le piste molto diverse tra loro. Il prossimo appuntamento è fissato in Brasile, dal 20 al 22 marzo, e sarà già un banco di prova importante per capire se quello thailandese sia stato un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase competitiva.

La stagione 2025: la gestione del dualismo Marquez-Bagnaia

Per comprendere il contesto attuale, è necessario guardare a quanto accaduto nella stagione 2025, che ha rappresentato per Dall’Igna una delle sfide manageriali più complesse della sua carriera. L’arrivo di Marc Marquez nel team ufficiale accanto a Pecco Bagnaia aveva generato grandi aspettative, ma anche qualche preoccupazione. Lo stesso Dall’Igna, già nel 2023, aveva definito lo spagnolo «un potenziale pericolo per l’armonia in Ducati», salvo poi aggiungere di essere «ben allenato a gestire queste situazioni».

I fatti hanno dato ragione ai timori: Marquez ha dominato la prima parte del 2025 con una serie impressionante di vittorie, mentre Bagnaia ha faticato enormemente a trovare il feeling con la GP25, in particolare nelle curve veloci a destra. Dall’Igna non ha nascosto l’amarezza per le difficoltà di Bagnaia, dichiarando apertamente: «Quel feeling lo deve ritrovare Pecco e le sue difficoltà mi amareggiano tanto quanto mi entusiasma il brillante inizio di Marc. Non sarò soddisfatto dei nostri risultati finché non gli daremo la possibilità di mettere in pista tutto il suo potenziale».

Il direttore generale non ha mai smesso di spronare pubblicamente il tre volte campione del mondo, alternando parole di incoraggiamento a valutazioni schiette. Dopo Le Mans, dove Bagnaia era caduto vanificando una strategia promettente, Dall’Igna aveva dichiarato: «Dobbiamo impegnarci tutti assieme per risolvere questa situazione e far tornare il sorriso a Bagnaia». E quando i risultati tardavano ad arrivare, il manager non ha esitato a usare toni più diretti: «Anche io ho perso la pazienza», ha ammesso dopo Misano, in settembre, aggiungendo però che «quando si entra in una spirale negativa tutto peggiora ed è difficile invertire la tendenza, e in questo la positività aiuta molto».

La filosofia di un manager che guarda sempre avanti

Ciò che emerge con chiarezza dalle ultime notizie su Dall’Igna è la sua capacità di mantenere una visione strategica anche nei momenti di difficoltà. Già dopo i test invernali pre-stagione 2025, il manager aveva spiegato con precisione la filosofia adottata da Ducati nello sviluppo della moto: «Solo ciò che era ovviamente migliore nella versione 2024 doveva essere applicato subito, fin dalla prima gara. Il resto sarà invece valutato con calma, ulteriormente migliorato e attuato nel corso della stagione». Un approccio prudente, che privilegia la solidità rispetto all’innovazione affrettata.

Questa stessa mentalità si ritrova nelle sue parole dopo il deludente esordio 2026 in Thailandia: analisi dei dati, perfezionamenti di setup, nessuna decisione affrettata. «Avremo un’idea precisa della nostra posizione rispetto alla concorrenza solo dopo i prossimi GP», ha ribadito, invitando tutti alla pazienza. Un messaggio rivolto tanto ai tifosi quanto all’interno del box, in un momento in cui la concorrenza — già cresciuta visibilmente nel finale della stagione precedente — sembra finalmente in grado di impensierire la Rossa in modo sistematico.

La domanda che aleggia nel paddock è se il ciclo vincente di Ducati si stia davvero esaurendo o se si tratti semplicemente di una pausa fisiologica. Dall’Igna, con la sua consueta compostezza, sembra convinto della seconda ipotesi. Ma il Brasile, e i GP successivi, diranno molto di più di qualsiasi dichiarazione.