Enea Bastianini
Aggiornato Sab 03 Ott 2026 alle 08:57Enea Bastianini si trova a un bivio cruciale della sua carriera. Le ultime notizie lo vedono protagonista di un mercato piloti in fermento, con un possibile ritorno in Ducati che agita i sogni del pilota riminese e dei suoi tifosi. Dopo una stagione e mezza difficile in KTM, la ‘Bestia’ sembra pronta a voltare pagina, e le dichiarazioni di chi conta in Ducati aprono scenari interessanti.
Il possibile ritorno in Ducati: le parole di Domenicali
La notizia che ha scosso il paddock nelle scorse settimane riguarda proprio un potenziale ritorno di Bastianini sotto le insegne di Borgo Panigale. A confermarlo, con toni cauti ma significativi, è stato Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati: ‘Enea è un grandissimo talento che per un po’ di motivi non è mai riuscito ad affondare il colpo definitivo. Però vediamo, può darsi anche che possa tornare alla Ducati’. Parole che hanno alimentato le speranze di chi crede che il riminese abbia ancora molto da dare con la Desmosedici. Domenicali ha comunque precisato che ‘sui piloti del 2027 non tutti i giochi sono fatti’, lasciando aperta ogni possibilità. La destinazione più probabile, secondo le indiscrezioni, sarebbe il team Gresini Racing, la stessa squadra con cui Bastianini aveva vissuto i suoi momenti più esaltanti nel 2022, chiudendo terzo nel mondiale con quattro vittorie.
Il contesto in cui si inserisce questa possibilità è quello della grande rivoluzione in casa Ducati: l’addio di Pecco Bagnaia al termine del 2026 e l’arrivo di Pedro Acosta al fianco di Marc Marquez hanno ridisegnato completamente gli equilibri della squadra ufficiale, aprendo spazi nel satellite. Una situazione che Bastianini stesso ha commentato con una punta di veleno: ‘In Ducati hanno gestito le cose in modo particolare, se non resta nessun italiano sarà perché qualcosa non ha funzionato’. Il riminese ha poi aggiunto che l’arrivo di Marquez nel 2024 aveva già cambiato le politiche interne del team, segnando di fatto l’inizio di una nuova era che ha progressivamente emarginato i piloti italiani.
Un’esperienza KTM da dimenticare
Il passaggio in KTM Tech3 a partire dal 2025, annunciato con grande entusiasmo nell’estate del 2024 insieme all’ingaggio di Maverick Viñales, non ha prodotto i frutti sperati. Il feeling con la RC16 non è mai davvero arrivato: nel primo anno in sella alla moto austriaca Bastianini ha raccolto un solo podio, il terzo posto nel GP di Catalogna, mentre nella stagione in corso i risultati sono stati ancora più deludenti, con un avvio difficile in Thailandia e Brasile prima di una parziale ripresa in Texas. Le difficoltà si sono manifestate soprattutto il venerdì, con il pilota spesso costretto a partire dalla Q1 e a rimontare in gara, pagando dazio nelle qualifiche su circuiti nuovi o poco congeniali alla RC16.
A complicare ulteriormente le cose, all’inizio del 2025 era arrivata anche la crisi finanziaria di KTM, che aveva gettato ombre sul futuro del progetto. Il manager Carlo Pernat, che all’epoca seguiva ancora Bastianini prima del passaggio alla MSM Management di Enrico Zanarini, aveva parlato di ‘situazione drammatica’, confidando nell’intervento di Red Bull per salvaguardare il programma MotoGP. La crisi era poi rientrata, ma aveva lasciato il segno sull’ambiente. Il cambio di manager, con il passaggio da Pernat alla MSM, aveva segnato anche simbolicamente l’inizio di una nuova fase per il centauro romagnolo, deciso a rilanciarsi dopo le delusioni accumulate.
Il talento indiscusso di un campione in cerca di continuità
Ciò che non è mai stato messo in discussione, nemmeno nei momenti più bui, è il talento puro di Bastianini. Lo stesso Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, aveva dovuto ammettere l’imbarazzo della scelta quando nel 2024 aveva deciso di puntare su Marquez al posto del riminese: ‘Noi purtroppo potevamo scegliere un solo pilota tra tre possibili, ma il fatto è che ognuno di loro avrebbe meritato di far parte del team ufficiale’. Parole pronunciate proprio nel weekend di Silverstone 2024, quando Bastianini aveva dominato sia la Sprint Race che il Gran Premio di Gran Bretagna, rendendo ancora più difficile da digerire la decisione di lasciarlo andare.
La carriera di Bastianini in Ducati era stata un alternarsi di lampi di genio e stagioni condizionate dagli infortuni. Il 2022 con Gresini era stato il suo anno d’oro, con quattro vittorie e il terzo posto finale nel mondiale. Nelle due stagioni nel team ufficiale, tra il 2023 e il 2024, aveva dovuto fare i conti con problemi fisici ricorrenti e con la pressione di dover dimostrare di meritare il posto accanto a Bagnaia. La stagione 2024 si era comunque chiusa in modo positivo, con vittorie a Silverstone e in Thailandia e un quarto posto nel mondiale a soli 14 punti da Marc Marquez. Numeri che, alla luce di quanto accaduto dopo, fanno riflettere su quanto sarebbe potuto essere diverso il percorso del pilota di Rimini con scelte diverse da parte del management di Borgo Panigale. Ora, a 28 anni, Bastianini ha ancora tutto il tempo per scrivere nuovi capitoli importanti della sua storia nel Motomondiale, e un ritorno in Ducati potrebbe essere la mossa giusta per tornare a esprimersi al massimo delle sue potenzialità.