Detroit Pistons
Aggiornato Lun 04 Mag 2026 alle 08:17La stagione dei Detroit Pistons è stata senza dubbio una delle storie più affascinanti e sorprendenti dell’intera NBA negli ultimi anni. Una franchigia che aveva toccato il fondo — con sole 14 vittorie nella stagione 2023/24 e una serie record di 28 sconfitte consecutive — si è trasformata in una delle squadre più temibili della Eastern Conference, riscrivendo la propria storia e riaccendendo l’entusiasmo di una piazza intera.
La rinascita dei Pistons: da record negativo a potenza della Eastern Conference
Il punto di svolta è arrivato con la stagione 2025/26, quando Detroit ha inanellato una serie di risultati straordinari. Il momento più iconico è stato raggiunto a novembre 2025, quando i Pistons hanno conquistato la 13ª vittoria consecutiva, eguagliando la leggendaria striscia dei Bad Boys del 1990 — quelli di Rodman, Laimbeer, Dumars e Thomas — e della squadra campionessa del 2004. Un traguardo che ha fatto il giro del mondo e che ha emozionato profondamente lo stesso Cade Cunningham, leader indiscusso della squadra: «È incredibile. Giochiamo per i Detroit Pistons, amico. Una franchigia storica. Quindi, poter scrivere la storia per una franchigia storica come questa è speciale», le sue parole riportate da ESPN.
Cunningham è stato il vero motore di questa rinascita. Partita dopo partita, il playmaker ha offerto prestazioni da All Star: 46 punti, 12 rimbalzi e 11 assist contro Washington, 32 punti e 10 rimbalzi nel colpaccio al TD Garden di Boston, 29 punti e 13 assist nel big match contro Oklahoma City Thunder vinto 124-116. Al suo fianco, Jalen Duren si è rivelato un centro dominante, capace di chiudere con 29 punti e 15 rimbalzi proprio contro i Thunder, confermandosi uno dei giovani più promettenti dell’intera lega. Detroit ha chiuso la regular season qualificandosi ai playoff per la prima volta dal 2019, presentandosi alla post-season con grande voglia di stupire.
Il cammino nei playoff NBA ha confermato il valore di questa squadra, con Cunningham ancora protagonista assoluto. Anche nelle serie più equilibrate, i Pistons hanno dimostrato carattere e solidità, frutto di un lavoro di ricostruzione partito dalle fondamenta.
Ombre sul campo: le risse e i momenti di tensione
Non tutto, però, è stato rose e fiori. La stagione dei Pistons è stata macchiata da alcuni episodi di violenza in campo che hanno fatto discutere. Il più grave è scoppiato a marzo 2025, durante la partita contro i Minnesota Timberwolves: una maxi rissa nel secondo quarto ha portato all’espulsione di cinque giocatori — tra cui Isaiah Stewart, Ron Holland II e Marcus Sasser per Detroit — e persino dell’allenatore JB Bickerstaff. «Le cose sono un po’ sfuggite di mano», ha ammesso lo stesso coach a fine gara. I Wolves hanno poi vinto 123-104, approfittando anche dell’infortunio di Cunningham.
Un altro episodio simile si è verificato a febbraio 2026, durante la sfida contro Charlotte Hornets, quando una dura colluttazione tra Jalen Duren e Moussa Diabate ha degenerato in una rissa di diversi minuti, difficilissima da sedare. Scene che hanno fatto il giro dei social network e scatenato un’ondata di critiche da parte di tifosi e addetti ai lavori, con la lega chiamata a intervenire con dure sanzioni. Episodi che stonano con l’immagine positiva che Detroit stava costruendo, ma che testimoniano anche la grinta e la combattività di un gruppo che non si tira mai indietro.
Il contributo di Simone Fontecchio e il nuovo corso della franchigia
Tra le ultime novità che hanno caratterizzato il percorso dei Pistons, merita una menzione speciale il ruolo di Simone Fontecchio, l’azzurro che ha firmato un contratto biennale da 16 milioni di dollari con Detroit nell’estate del 2024. L’italiano, partendo spesso dalla panchina, ha saputo ritagliarsi spazio prezioso: la sua miglior prestazione stagionale è arrivata a marzo 2025, con 23 punti in soli 21 minuti contro New Orleans, con percentuali irreali (9/10 dal campo, 5/5 da tre). Una serata da incorniciare per l’ex Virtus Bologna e Olimpia Milano, che ha dimostrato di poter essere un’arma importante nell’arsenale di Bickerstaff.
La ricostruzione dei Pistons è passata anche da scelte coraggiose fuori dal campo. L’esonero di Monty Williams nell’estate del 2024 — dopo una sola stagione e nonostante un contratto da 78 milioni di dollari — ha rappresentato una svolta netta. Il presidente Trajan Langdon ha scelto Bickerstaff per guidare il nuovo corso, puntando su giovani talenti e su un’identità di squadra basata su difesa, energia e sacrificio collettivo. I risultati hanno dato ragione a questa visione: i Pistons sono tornati a essere una delle squadre più rispettate della lega, capaci di battere avversari del calibro di Boston, Oklahoma City e Los Angeles Lakers nel corso della stagione regolare.
Le ultime notizie sui Pistons raccontano di una franchigia in piena salute, con un presente competitivo e un futuro ancora più luminoso. La storia di Detroit è la dimostrazione che, nel basket come nella vita, i grandi ritorni sono possibili.