cantine vitea
Aggiornato Lun 12 Ott 2026 alle 11:29Le ultime notizie su Cantine Vitea raccontano un autunno 2026 straordinariamente intenso per Antonio Faravelli, il viticoltore e golfista di Montù Beccaria che ha trasformato la sua cantina dell’Oltrepò Pavese in un ambasciatore del Made in Italy su scala internazionale. Tra tornei di golf, sfilate di moda e aperture verso i mercati asiatici, il progetto Golf and Wine 1895 continua a macinare consensi e risultati concreti.
Cantine Vitea conquista i green italiani: le ultime tappe del circuito golf
L’agenda di Faravelli nelle ultime settimane è stata fitta di appuntamenti sportivi. Il Golf Club Camuzzago ha ospitato una nuova tappa del Golf Around Challenge, competizione individuale Stableford su nove buche, dove i vini di Cantine Vitea hanno fatto da protagonisti nelle premiazioni. Faravelli ha colto l’occasione per raccontare la storia ultracentenaria della sua azienda, fondata nel 1895 dal bisnonno Antonio a Montù Beccaria, e per svelare un aneddoto che lo rende particolarmente orgoglioso: una lettera originale di Giacomo Puccini, datata 8 gennaio 1908, testimonia come il celebre compositore apprezzasse i vini dell’Oltrepò Pavese, dalla Bonarda ottenuta dalla Croatina ai bianchi frizzanti della Valle Versa.
Pochi giorni prima, il primo ottobre, era stata la volta del Golf Club Barlassina con lo Swing Experience Golf Tournament. In quell’occasione il riscontro era andato ben oltre la semplice degustazione: numerosi partecipanti avevano acquistato le etichette pluripremiate della cantina, e persino il ristorante del circolo aveva effettuato un importante ordine dei vini di Cantine Vitea. Un segnale concreto della capacità del progetto di trasformare la degustazione in opportunità commerciale reale. La stagione 2026 aveva già visto Faravelli protagonista in alcuni dei circoli più prestigiosi d’Italia, dal Golf Club Monticello al Bogogno Golf Resort, passando per La Pinetina, Le Rovedine e il Circolo Golf e Tennis Rapallo, raccogliendo ovunque consensi entusiastici.
Il mercato asiatico e la moda: Cantine Vitea oltre i confini tradizionali
Una delle novità più significative delle ultime settimane riguarda l’interesse crescente dei mercati internazionali, in particolare quello asiatico. In occasione del Korean Sports Day organizzato presso il Centro Sportivo Sport Village di Assago, i vini di Faravelli hanno suscitato grande entusiasmo tra i partecipanti coreani. La comunità sudcoreana presente in Italia acquista con crescente regolarità le etichette di Cantine Vitea, e la Corea del Sud — nazione con una solida cultura del golf — ha invitato Faravelli a presentare i suoi vini in alcuni dei più prestigiosi golf club del Paese. L’imprenditore pavese sta seriamente valutando l’ipotesi di un tour asiatico, forte anche delle due medaglie d’oro già conquistate in Asia dalla cantina.
Parallelamente, Faravelli ha continuato a presidiare il mondo della moda milanese. La Milano Luxury Fashion Week di fine settembre ha visto Cantine Vitea tra le protagoniste, con i vini dell’Oltrepò accolti con favore da un pubblico abituato all’eccellenza. In precedenza, il Rockstar Fashion Show al Meliá Milan, inserito nel clima della Milano Fashion Week 2026, aveva offerto un’ulteriore vetrina internazionale per le etichette della cantina. Questa presenza trasversale nel mondo della moda non è casuale: Faravelli ha dimostrato di saper muoversi con naturalezza in contesti lontani dalla tradizione enologica, portando con sé la storia di un’azienda che affonda le radici nel 1895 e che oggi conta cinque generazioni di viticoltori.
Il Metodo Classico Vitea e l’identità produttiva della cantina
Sul fronte produttivo, uno dei lanci più attesi dell’anno è stato il Metodo Classico Vitea, presentato da Faravelli come racconto autentico del terroir dell’Oltrepò. Si tratta di una vinificazione rigorosa di uve Pinot Nero senza aggiunta di zuccheri in alcuna fase del processo, pensata per lasciare che annata e territorio si esprimano con la massima autenticità. Ogni annata viene proposta in più edizioni con bottiglie numerate, trasformando la degustazione in un percorso evolutivo nel tempo. Il packaging stesso è studiato nei dettagli: la capsula richiama il colore dei terreni ricchi di roccia e limo tipici dell’Alto Appennino, mentre l’etichetta rivela il vigneto solo in particolari condizioni di luce e ombra.
I vigneti di Cantine Vitea si sviluppano tra i 230 e i 275 metri di altitudine, su terreni prevalentemente argilloso-calcarei nella Valle Versa, e vengono condotti secondo i criteri della lotta integrata, pratica riconosciuta dal Piano di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea. Tra le etichette di punta spiccano il Metodo Classico Pinot Nero Pas Dosé, il Pinot Grigio Trame’s e la Bonarda Gallesio, inseriti da Italy’s Finest Wines tra le migliori produzioni italiane, oltre al Buttafuoco Cà del Cervo, insignito della Corona dalla guida Vinibuoni d’Italia e definito ‘rapsodico’ dal critico Daniel Thomases. La filosofia che anima tutto il percorso di Faravelli rimane invariata: ‘È fondamentale far crescere il golf nella nostra nazione. Se cresce il golf, cresce tutto il sistema. Giochiamo e lavoriamo insieme per il bene dell’Italia.’