cantine vitea
Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 09:38Le ultime notizie su Cantine Vitea raccontano una stagione straordinaria per Antonio Faravelli, il viticoltore e golfista di Montù Beccaria che, con il suo progetto Golf and Wine 1895, sta portando i vini dell’Oltrepò Pavese nei circoli più prestigiosi d’Italia e oltre. Un percorso di valorizzazione del territorio che, tra degustazioni, premi internazionali e standing ovation, continua a raccogliere consensi sempre più ampi.
Un 2026 da protagonista: dai circoli lombardi al Piemonte
Il 2026 si è rivelato un anno di grande intensità per Faravelli. Tra le tappe più recenti figura la partecipazione allo Score d’Argento ospitato al Barlassina Country Club, nell’ambito dell’evento AGIS — l’Associazione Italiana Golfisti Seniores. La manifestazione ha registrato una partecipazione numerosa e i vini di Cantine Vitea sono stati degustati e acquistati con entusiasmo, tanto che gli organizzatori hanno già rinnovato l’invito per i prossimi appuntamenti di AGIS Lombardia.
Pochi giorni prima, Faravelli aveva firmato un’altra presenza di rilievo al Bogogno Golf Resort, nel Novarese, in occasione della Swing Experience 2026. Anche in Piemonte il progetto ha ottenuto ottimi riscontri, con particolare apprezzamento per la Bonarda Gallesio e per gli spumanti realizzati con uve di Pinot Nero. In precedenza, la partecipazione in esclusiva all’evento Symple Italia al Golf Club Ambrosiano aveva già generato una vera standing ovation, con un immediato riscontro commerciale da parte del pubblico presente.
A queste tappe si aggiunge il successo registrato al Golf Club La Pinetina, dove anche il presidente del circolo Roberto Tavecchio aveva espresso grande entusiasmo per l’iniziativa. Quell’appuntamento aveva già fissato in calendario una gara per il 18 luglio 2026, intitolata proprio “Golf and Wine 1895 by Cantine Vitea”, a conferma di un rapporto sempre più strutturato tra il progetto e i circoli italiani.
I vini premiati: dal Buttafuoco alle medaglie internazionali
Al centro di ogni evento ci sono i vini, e le ultime news confermano la solidità del portfolio di Cantine Vitea. Tra le etichette di punta spicca il Buttafuoco Cà del Cervo, unico a ricevere la Corona, riconoscimento che si somma a due medaglie d’oro ottenute in Asia e a diverse medaglie conquistate a livello mondiale al concorso Decanter. L’azienda vanta inoltre l’attestato di Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano, consolidando una reputazione costruita in oltre un secolo di storia.
Le radici di Cantine Vitea affondano nel 1895, anno in cui il bisnonno Antonio Faravelli fondò l’azienda. “Cinque generazioni di viticoltori, più di cento anni di storia. Padri e figli uniti dalla stessa passione per la viticoltura e l’enologia”, sottolinea con orgoglio l’imprenditore pavese. Oggi, accanto ad Antonio, i figli Gaia e Stefano portano avanti il marchio con un tocco di innovazione, curando una gamma che spazia dallo Spumante di Pinot Nero al Bonarda Historia, dalla Barbera 1895 Grand Cru al Sangue di Giuda Molinazzo.
Non meno rilevante è la filosofia produttiva dell’azienda, improntata alla sostenibilità: Cantine Vitea adotta la Lotta Integrata, pratica riconosciuta dal Piano di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, escludendo prodotti fitosanitari nocivi e limitando i trattamenti ai soli casi di effettiva necessità. I vigneti, situati tra i 230 e i 275 metri di altitudine su terreni argilloso-calcarei, godono di condizioni ideali per la produzione di uve di grande pregio.
Sul fronte internazionale, le ultime notizie segnalano anche l’interesse crescente dal mercato asiatico. Al Korean Sports Festival di Assago, i vini di Cantine Vitea avevano già conquistato la comunità coreana in Italia, e la Corea del Sud — paese con una forte tradizione sportiva e grande passione per il golf — ha invitato Faravelli a presentare le sue bottiglie in alcuni dei più prestigiosi golf club asiatici. Un’opportunità che si inserisce perfettamente nella visione del progetto: fare del binomio golf-vino un ambasciatore del Made in Italy nel mondo.
Il messaggio di Faravelli rimane coerente in ogni contesto: “Lo sport, il golf, il turismo e la valorizzazione dei territori attraverso produzioni di eccellenza: è questa la direzione che gli sportivi si aspettano”. Un progetto ambizioso, ma con radici solide e risultati sempre più concreti, come dimostrato anche nell’Oltrepò Pavese, dove tutto è cominciato.