Brasile
Aggiornato Mar 19 Mag 2026 alle 08:22Il Brasile si avvicina ai Mondiali 2026 con Carlo Ancelotti in panchina, un percorso ricco di colpi di scena, risultati altalenanti e grandi aspettative. Le ultime notizie sulla Seleçao raccontano di una nazionale in costruzione, tra ambizioni mondiali e la spinosa questione del futuro dello stesso commissario tecnico italiano, sempre più al centro delle attenzioni anche della Federcalcio azzurra.
Ancelotti e il Brasile: un percorso verso il Mondiale
La storia di Carlo Ancelotti sulla panchina verdeoro è iniziata nel maggio 2025, quando la Federcalcio brasiliana ha ufficializzato il suo ingaggio dopo l’esonero di Dorival Junior, travolto dalla pesante sconfitta per 4-1 contro l’Argentina. L’arrivo di Ancelotti è stato salutato come una svolta epocale: il tecnico di Reggiolo ha firmato un contratto fino al 2026, con opzione di rinnovo per i Mondiali 2030, e ha portato con sé grandi aspettative. Il presidente della CBF Ednaldo Rodrigues non ha usato mezzi termini: «È il più grande allenatore della storia e ora guida la migliore nazionale del pianeta».
L’esordio, tuttavia, non è stato dei più brillanti: un pareggio per 0-0 contro l’Ecuador nelle qualificazioni mondiali, seguito da una vittoria sofferta contro il Paraguay. Il cammino si è poi arricchito di luci e ombre: il Brasile ha dominato la Corea del Sud per 5-0 in amichevole, con una doppietta del giovane Estêvão e un’altra di Rodrygo, ma ha poi subito una clamorosa rimonta dal Giappone, perdendo 3-2 dopo essere stato in vantaggio per 2-0. «Siamo crollati mentalmente», ha ammesso lo stesso Ancelotti a fine partita. Nonostante le difficoltà, il tecnico ha sempre ribadito il suo unico obiettivo: riportare il Brasile alla vittoria del Mondiale, impresa che romperebbe anche uno storico tabù, dato che nessuna nazionale ha mai vinto la Coppa del Mondo con un allenatore straniero.
Sul fronte delle convocazioni, uno dei temi più caldi ha riguardato Neymar. L’attaccante del Santos, tornato in campo dopo una lunga serie di infortuni, ha lanciato segnali importanti al CT con prestazioni di alto livello in campionato, tra cui una doppietta contro la Juventude. Ancelotti non lo ha convocato per le amichevoli contro Francia e Croazia di marzo 2026, spiegando che il giocatore «non è al 100%» e che la lista definitiva per il Mondiale sarà un’altra storia. Neymar, dal canto suo, non si è arreso: «La concentrazione rimane la stessa, giorno dopo giorno», ha dichiarato, consapevole che questa potrebbe essere la sua ultima occasione di partecipare a una Coppa del Mondo. Una buona notizia è invece arrivata da Gleison Bremer, il difensore della Juventus tornato in nazionale per la prima volta dalla Copa America 2024 dopo un grave infortunio al ginocchio.
Verso Canada, Messico e Stati Uniti: tra speranze e defezioni
Con il Mondiale ormai alle porte — in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti — la Seleçao deve fare i conti anche con alcune pesanti assenze. La più dolorosa è quella di Rodrygo: il talento del Real Madrid ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco esterno della gamba destra nel marzo 2026, un infortunio che lo terrà fuori per almeno dieci mesi. Un duro colpo per Ancelotti, che perde uno dei suoi riferimenti offensivi proprio nel momento più delicato della preparazione.
Nonostante le difficoltà, il tecnico italiano si presenta al Mondiale con la consapevolezza di guidare una squadra di talenti straordinari, da Vinicius Jr. a Estêvão, passando per Paquetà e Bruno Guimarães. Il contratto di Ancelotti con la CBF scade al termine della rassegna iridata, e già si parla di un possibile rinnovo fino al 2030, ma molto dipenderà dall’andamento del torneo.
Ed è proprio qui che si inserisce uno scenario tutto italiano: dopo l’ennesima mancata qualificazione degli Azzurri al Mondiale, diverse voci del calcio italiano — dal giornalista Fabio Caressa all’agente Claudio Anellucci — stanno invocando il nome di Ancelotti come futuro commissario tecnico della Nazionale italiana. «Aspettiamo che finisce il Mondiale e prendiamo Ancelotti», ha detto Caressa. «Non sia mai che prendi il CT Campione del Mondo…». Un’ipotesi affascinante, che però dovrà necessariamente attendere l’estate e l’esito dell’avventura brasiliana. Per ora, Carletto ha un solo pensiero: il sesto Mondiale del Brasile.