Brasile

Aggiornato Mar 29 Set 2026 alle 10:04

Il Brasile chiude un’estate mondiale tra luci e ombre, segnata dall’eliminazione agli ottavi di finale dei Mondiali 2026 e dal dolore per la scomparsa di Franco Baresi, che ha toccato profondamente anche il mondo del calcio verdeoro. Le ultime notizie sulla Seleçao raccontano di un ciclo che si è interrotto bruscamente in Nord America, lasciando aperte molte domande sul futuro tecnico della nazionale più titolata della storia della Coppa del Mondo.

L’eliminazione contro la Norvegia e il caso Ancelotti

Il momento più doloroso è arrivato il 5 luglio, quando la Norvegia ha eliminato il Brasile con un netto 2-1 negli ottavi di finale. Erling Haaland è stato il grande protagonista, segnando una doppietta nel finale di gara — prima di testa all’80’ e poi con un potente tiro da fuori area all’89’ — che ha spezzato i sogni della Seleçao. Inutile il rigore trasformato da Neymar nel recupero. Una sconfitta che rappresenta il peggior risultato brasiliano dal 1986, e che ha scatenato una vera e propria rivolta mediatica in patria contro il commissario tecnico Carlo Ancelotti.

Le critiche si sono concentrate su diversi aspetti: la scelta tattica di lasciare il pallino del gioco alla Norvegia puntando sulle ripartenze, una filosofia ritenuta incompatibile con l’identità storica della Seleçao; la gestione del rigore nel primo tempo, assegnato a Bruno Guimarães — che ne aveva calciati appena nove in carriera — anziché a Vinicius Jr.; e le sostituzioni nel secondo tempo, accusate di aver indebolito la squadra. «Il piano di Ancelotti è fallito, clamorosamente fallito», ha tuonato Globoesporte, mentre sui social si sono moltiplicati i commenti al vetriolo.

Tra le voci più dure si è distinta quella di Romario, leggenda della Seleçao e campione del mondo nel 1994, che attraverso la sua RomarioTV ha attaccato frontalmente il tecnico italiano e i media brasiliani: «Abbiamo avuto Tite, che ha perso, lui è rimasto e ha perso di nuovo. Ora abbiamo questo dannato Ancelotti, che ha perso e lui continuerà a farlo. Ha commesso molti errori in questo Mondiale e voi della stampa non dite nulla. Se fosse stato un allenatore brasiliano, lo avreste già fatto a pezzi». Ancelotti, dal canto suo, ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

Il cammino della Seleçao: dai gironi agli ottavi

Il percorso del Brasile ai Mondiali 2026 era stato tutt’altro che lineare fin dall’inizio. L’esordio nel girone C contro il Marocco si era concluso con un deludente 1-1, con la squadra apparsa poco coesa e dominata per lunghi tratti dagli avversari. Daniele Adani, ai microfoni di Rai Sport, aveva bocciato senza appello la prestazione: «Il Brasile ha fatto vedere poco calcio, è stato salvato dalla giocata del singolo». Ancelotti aveva parlato di «ansia da debutto», promettendo miglioramenti.

La situazione era poi migliorata con le vittorie su Haiti e Scozia, che avevano permesso alla Seleçao di chiudere il girone al primo posto. Agli ottavi di sedicesimi era arrivata una sofferta vittoria per 2-1 contro il Giappone, decisa da Martinelli al 96′ su assist di Bruno Guimarães — con la celebre reazione impassibile di Ancelotti al gol diventata virale sui social. Poi lo scontro fatale con la Norvegia di Haaland.

Un elemento che aveva accompagnato l’intera avventura mondiale era stato il caso Neymar: convocato a sorpresa da Ancelotti nonostante i dubbi fisici, l’ex Barcellona e PSG aveva saltato le prime partite per una lesione al polpaccio destro, facendo il suo esordio solo a torneo inoltrato. La sua presenza aveva comunque acceso l’entusiasmo dei tifosi, anche se il suo contributo era rimasto limitato.

Il futuro: Ancelotti verso l’Italia?

L’eliminazione del Brasile ha riaperto immediatamente il dibattito sul futuro di Ancelotti. In Italia, già da mesi si discuteva della possibilità di portare il tecnico di Reggiolo alla guida degli Azzurri, dopo l’ennesimo fallimento della Nazionale italiana. Lo scenario di Ancelotti ct dell’Italia è tornato prepotentemente d’attualità: il suo contratto con la CBF è formalmente valido fino al 2030, ma la débâcle mondiale potrebbe aprire uno spiraglio. Fabio Caressa aveva sintetizzato il pensiero di molti tifosi italiani già prima del Mondiale: «Aspettiamo che finisce e prendiamo Ancelotti».

Nel frattempo, a margine delle vicende sportive, il mondo del calcio brasiliano ha vissuto un momento di profonda commozione per la scomparsa di Franco Baresi. Proprio Romario — che poche settimane dopo avrebbe attaccato Ancelotti — aveva trovato parole toccanti per ricordare il grande difensore del Milan e della Nazionale italiana: «Oggi il calcio si è svegliato più triste. È stato il giocatore più difficile che abbia mai affrontato in carriera». Un omaggio sincero da parte di chi, nella finale mondiale del 1994, aveva vissuto in prima persona la grandezza di Baresi, incapace di segnare per 120 minuti contro quel muro difensivo azzurro prima di vincere ai rigori. Il calcio, anche nei momenti di rivalità sportiva, sa trovare i suoi momenti di umanità.