Boxe
Aggiornato Dom 16 Ago 2026 alle 14:40Il mondo della boxe non smette mai di regalare emozioni, colpi di scena e, purtroppo, anche momenti di dolore. Dalle ultime notizie che arrivano dal panorama pugilistico internazionale emerge un quadro ricco e variegato, fatto di imprese storiche sul ring, grandi ritorni e addii commoventi. Ecco le ultime news e novità dal mondo del pugilato.
Terence Crawford fa la storia: tre categorie di peso, un solo re
La notizia più clamorosa degli ultimi mesi riguarda senza dubbio Terence Crawford, che nel settembre 2025 ha scritto una pagina indelebile nella storia della boxe mondiale. All’Allegiant Stadium di Las Vegas, davanti a oltre 70.000 spettatori, il pugile statunitense soprannominato “Bud” ha dominato in maniera netta Canelo Alvarez, il beniamino del pubblico presente, vincendo ai punti con un dominio totale che non ha lasciato spazio a repliche. Con questo successo, Crawford ha raggiunto il record di 42 vittorie e 0 sconfitte (31 KO) e, soprattutto, è diventato il primo pugile nell’era delle quattro cinture a conquistare il titolo indiscusso in ben tre categorie di peso differenti, laureandosi nuovo campione indiscusso dei pesi supermedi.
Per Canelo, la sconfitta ha rappresentato la conferma di un calo già intravisto in precedenza. Il messicano si era presentato all’appuntamento forte del successo su William Scull nel maggio 2025 a Riyadh, con il quale aveva conquistato per la seconda volta in carriera il titolo di campione undisputed dei pesi supermedi. Tuttavia, quella vittoria era arrivata a fatica e solo ai punti, mostrando crepe evidenti nella sua forma. Contro Scull Canelo aveva già deluso, e contro Crawford tutti i dubbi si sono trasformati in certezze.
Manny Pacquiao non smette di stupire
Un’altra ultime notizie che ha fatto il giro del mondo riguarda il leggendario Manny Pacquiao. A 46 anni suonati, dopo quattro anni lontano dal pugilato, “PacMan” è tornato sul ring all’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas per sfidare il messicano Mario Barrios, con in palio il titolo WBC dei pesi welter. Il risultato è stato un pareggio che ha scatenato polemiche a non finire, con lo stesso Pacquiao convinto di aver meritato la vittoria: “Pensavo di aver vinto l’incontro. Si è trattato di un match molto serrato, davvero molto duro”, ha dichiarato il pugile filippino.
Ancora più significative le parole del suo avversario, Barrios, 16 anni più giovane: “La sua resistenza è pazzesca. È ancora forte come un uragano e il suo tempismo è perfetto. È ancora un combattente molto difficile da capire”. Nonostante il mancato successo, Pacquiao ha già annunciato la volontà di tornare sul ring, chiedendo una rivincita e ribadendo il desiderio di lasciare un’eredità importante al popolo filippino. Un campione che semplicemente non vuole smettere di combattere.
Il lutto per Tony Cesay: “Boxing is Love”
Accanto alle grandi imprese sportive, il mondo del pugilato ha dovuto fare i conti con una perdita dolorosa. È venuto a mancare Tony Cesay, figura storica della boxe dell’East London, scomparso all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica. La federazione britannica di boxe lo ha ricordato con parole toccanti, sottolineando come Cesay fosse stato un uomo di boxe a tutto tondo, capace di lasciare il segno a ogni livello dello sport.
Da dilettante di talento con il Repton Boxing Club, aveva rappresentato con orgoglio il Team Britannico, partecipando ai Commonwealth Games e conquistando il titolo nazionale NAC nella categoria 67 kg nel 1999. Ma è come allenatore e mentore che Cesay ha lasciato il segno più profondo. Dopo i primi successi con il Peacock ABC, aveva fondato l’Omnibus Amateur Boxing Club, diventando un punto di riferimento per i giovani della comunità locale. Tra gli atleti che ha guidato figurano nomi poi affermatisi ad alti livelli come Anthony Yarde e Ohara Davies. Il suo principio guida, “Boxing is Love”, racchiudeva una filosofia che andava ben oltre il ring: lo sport come strumento per educare, sostenere e ispirare. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme in tutta la comunità pugilistica britannica.
Pochi mesi prima, il mondo della boxe aveva già pianto la scomparsa di Dwight Muhammad Qawi, pugile degli anni ’80 e campione WBC dei pesi medio massimi, spentosi a 72 anni dopo cinque anni di lotta contro una forma di demenza. La sua storia, iniziata tra le mura del carcere di Rahway dove aveva imparato a boxare, era diventata simbolo di riscatto e determinazione. Inserito nella Boxing Hall of Fame nel 2004, Qawi resta una delle figure più affascinanti e romantiche dell’intera storia del pugilato mondiale.