Boxe
Aggiornato Dom 26 Apr 2026 alle 10:05Il mondo della boxe ha vissuto mesi di grande intensità, con eventi storici sul ring e protagonisti assoluti che hanno scritto pagine indelebili nel pugilato mondiale. Dalle imprese di Terence Crawford alle avventure di Manny Pacquiao, passando per le vicende di Canelo Alvarez, le ultime notizie dal panorama pugilistico internazionale offrono uno spaccato ricchissimo di emozioni e colpi di scena.
Crawford fa la storia: tre categorie indiscusse nell’era delle quattro cinture
La notizia più clamorosa degli ultimi mesi riguarda senza dubbio Terence Crawford, che il 14 settembre 2025 ha scritto una pagina storica all’Allegiant Stadium di Las Vegas davanti a ben 70.482 spettatori. Il pugile americano, soprannominato “Bud”, ha dominato in maniera totale Canelo Alvarez, vincendo ai punti ma senza mai lasciare spazio al rivale messicano. Con questo successo, Crawford ha raggiunto un record di 42 vittorie e 0 sconfitte, con 31 KO, diventando il campione indiscusso dei pesi supermedi e, soprattutto, il primo pugile nell’era delle quattro cinture a conquistare il titolo indiscusso in ben tre categorie di peso differenti. Un’impresa che non ha precedenti e che consacra definitivamente il 37enne americano come uno dei più grandi di tutti i tempi.
Dall’altra parte del ring, Canelo Alvarez aveva già mostrato qualche limite nella vittoria contro William Scull a Riyadh nel maggio 2025, quando aveva conquistato per la seconda volta in carriera il titolo indiscusso dei pesi supermedi unificando le cinture WBA, WBC, WBO e IBF. Una vittoria ai punti, con verdetto unanime, che però non aveva convinto pienamente gli addetti ai lavori. Contro Crawford, tutti quei dubbi si sono trasformati in certezze: il messicano non è riuscito ad entrare nel match, subendo una sconfitta netta e dolorosa davanti al suo stesso pubblico.
Pacquiao non smette di stupire: a 46 anni sfiora il titolo WBC
Un’altra storia straordinaria è quella di Manny Pacquiao, la leggenda filippina che nel luglio 2025 è tornata sul ring dopo quattro anni di assenza, dismettendo temporaneamente i panni del politico per rimettersi i guantoni. All’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, PacMan ha affrontato il messicano Mario Barrios, di ben 16 anni più giovane, con in palio il titolo WBC dei pesi welter. Il risultato è stato un pareggio che ha generato polemiche, con lo stesso Pacquiao convinto di aver meritato la vittoria: “Pensavo di aver vinto l’incontro. Si è trattato di un match molto serrato, davvero molto duro”, le sue parole riportate da ESPN.
Ciò che ha lasciato tutti a bocca aperta è stata la prestazione del 46enne filippino, capace di mettere in seria difficoltà Barrios per diverse riprese. Lo stesso avversario non ha nascosto la propria ammirazione: “La sua resistenza è pazzesca. È ancora forte come un uragano e il suo tempismo è perfetto. È ancora un combattente molto difficile da capire”. Nonostante il pareggio, Pacquiao ha già annunciato la sua intenzione di tornare sul ring, chiedendo una rivincita e ribadendo il desiderio di lasciare un’eredità importante al pugilato mondiale e all’intero popolo filippino. Un campione che, evidentemente, non ha ancora detto la sua ultima parola.
Il pugilato piange Dwight Muhammad Qawi, leggenda degli anni ’80
Tra le ultime notizie che hanno segnato il mondo del pugilato, c’è anche il lutto per la scomparsa di Dwight Muhammad Qawi, uno dei pugili più iconici degli anni Ottanta. La sua storia è degna di un romanzo: nativo di Baltimora con il nome di Dwight Braxton, aveva iniziato a praticare la boxe nel carcere statale di Rahway, dove stava scontando una pena per rapina a mano armata. Dopo il rilascio, a 25 anni, era diventato professionista e aveva conquistato la cintura WBC dei pesi mediomassimi nel 1981, battendo Matthew Saad Muhammad, per poi vincere il titolo WBA dei pesi massimi leggeri nel 1985 sconfiggendo Piet Crous. Memorabili le sue sfide con Evander Holyfield e con la leggenda George Foreman.
Qawi si è spento dopo cinque anni di lotta contro una forma di demenza, all’età di 72 anni. Era stato inserito nella Boxing Hall of Fame nel 2004, riconoscimento che ne aveva certificato il valore storico per il pugilato mondiale. La sua vicenda umana e sportiva resta un esempio straordinario di riscatto e determinazione, valori che da sempre appartengono all’essenza più profonda di questo sport.
Il panorama della boxe internazionale si conferma dunque vivacissimo, capace di regalare emozioni autentiche e storie che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. Dai record storici di Crawford alle imprese di un Pacquiao che sfida il tempo, fino ai ricordi di campioni come Qawi: il pugilato continua a essere uno degli sport più affascinanti e imprevedibili del panorama mondiale.