Antonio Faravelli
Aggiornato Mer 15 Lug 2026 alle 08:33Le ultime notizie su Antonio Faravelli raccontano di un protagonista instancabile, capace di portare i vini dell’Oltrepò Pavese nei contesti più prestigiosi d’Italia e d’Europa. Il viticoltore e golfista di Montù Beccaria, titolare delle Cantine Vitea e ideatore del progetto Golf and Wine 1895, ha vissuto una stagione 2026 straordinariamente intensa, confermandosi come uno dei volti più riconoscibili nel connubio tra sport, enogastronomia e promozione del territorio.
Una stagione da protagonista nei circoli golfistici italiani
Le ultime settimane hanno visto Faravelli calcare i green di alcuni dei club più esclusivi del Nord Italia. A luglio 2026, l’imprenditore pavese è stato tra i protagonisti della Swing Experience al Golf Club Lecco, dove i suoi vini hanno riscosso grande apprezzamento tra i partecipanti. In particolare, il Metodo Classico da uve selezionate di Pinot Nero, il Pinot Grigio Trame’s e la Bonarda Gallesio — etichette inserite da Italy’s Finest Wines tra le migliori d’Italia — hanno conquistato il pubblico presente, con numerosi acquisti effettuati al termine della manifestazione. Pochi giorni prima, una tappa analoga si era svolta al Golf Club Bergamo L’Albenza, nell’ambito dello stesso circuito Swing Experience 2026, con risultati altrettanto positivi.
Non si tratta di episodi isolati. Nel solo 2026, Faravelli ha già partecipato come ospite esclusivo a eventi ospitati dal Golf Club Monticello, dal Golf Club Le Rovedine, dal Golf Club Villa Paradiso di Cornate d’Adda, dal Golf Club Barlassina, dal Golf Club La Pinetina, dal Bogogno Golf Resort nel Novarese e dal Golf Club Ambrosiano, raccogliendo ovunque consensi entusiastici. Una presenza capillare che ha confermato la scelta del circuito Swing Experience di puntare su Cantine Vitea come partner esclusivo per l’intera stagione. A giugno, inoltre, Faravelli è stato protagonista della Golf Cup 2026 organizzata da Ake Group al Golf Club Villa Paradiso, dove ha presentato sia i suoi vini sia il progetto dedicato alla valorizzazione del connubio tra golf, territorio e cultura enologica.
Un momento curioso e significativo si è verificato durante la tappa al Golf Club La Pinetina, dove Faravelli ha avuto modo di incontrare Fabio Fognini, ex numero uno del tennis italiano. I due hanno scambiato qualche parola, con il viticoltore che ha espresso il rammarico per il ritiro del campione ligure e ha già fissato un appuntamento ideale per il futuro: «Era di fretta e non abbiamo parlato di vini, ma sono certo che presto ci rivedremo e avrò modo di dialogare anche su questo tema».
I vini di Faravelli oltre il golf: dalla Costa Azzurra alla moda milanese
Le ultime news su Antonio Faravelli raccontano anche di una dimensione internazionale sempre più consolidata. In occasione della Infinity Fashion Week collegata al Festival di Cannes, i vini delle Cantine Vitea hanno conquistato gli ospiti della Costa Azzurra nella raffinata cornice di Le Park Mougins Cannes. A distinguersi è stato in particolare il metodo classico della cantina, uno spumante prodotto senza zuccheri aggiunti, che si presenta nel calice con un rosa tenue dai delicati riflessi ramati e un perlage fine ed elegante. «Ideale come aperitivo, accompagna perfettamente anche risotti e piatti di pesce», ha spiegato lo stesso Faravelli.
Non è la prima volta che i vini di Montù Beccaria calcano palcoscenici internazionali. In precedenza, gli Spumanti Golf and Wine 1895 avevano già brillato all’Infinity Fashion Week di Milano, nelle prestigiose location dell’Hotel Principe di Savoia e dei Chiostri di San Barnaba, per poi approdare all’elegante Hotel Le Marois di Parigi, conquistando personalità di spicco del mondo della moda e del cinema.
Tra le etichette più premiate della cantina spiccano il Buttafuoco Cà del Cervo, unico a ricevere la Corona della guida Vinibuoni d’Italia, il Riesling Viteus premiato all’Hunter Award di Merano, e la Bonarda Gallesio, riconosciuta da Italy’s Finest Wines come migliore Bonarda d’Italia. L’azienda vanta inoltre due medaglie d’oro in Asia e diverse medaglie da Decanter a livello mondiale, a conferma di una qualità che supera i confini nazionali. Una tradizione che affonda le radici nel 1895, anno di fondazione della cantina da parte del bisnonno Antonio Faravelli, e che oggi conta cinque generazioni di viticoltori.
Il progetto Golf and Wine 1895: una visione per il Made in Italy
Al centro di tutta l’attività di Faravelli c’è il progetto Golf and Wine 1895, nato con l’obiettivo di creare un legame virtuoso tra il mondo del golf e le eccellenze del vino italiano. «È fondamentale far crescere il golf nella nostra nazione», ha spiegato più volte l’imprenditore. «Più persone praticano questo sport, più si rafforzano l’economia locale, il turismo e la promozione del territorio. Se cresce il golf, cresce tutto il sistema».
Il progetto ha ricevuto riconoscimenti anche al di fuori degli ambiti strettamente sportivi. Faravelli è stato protagonista all’inaugurazione di Pet in Fiera a Pavia, alla presenza di autorità istituzionali come Gian Marco Centinaio e Alessandro Cattaneo, raccogliendo una standing ovation per la sua visione imprenditoriale. Non manca neppure una dimensione solidale: l’imprenditore ha partecipato all’evento benefico «Amo la Vita», organizzato dall’Associazione Oncologica Milanese presso il Golf Club Vigevano. «Non potevo dire di no a un’iniziativa del genere — ha commentato —. La ricerca è molto importante e può salvare vite umane».
Con una presenza sempre più trasversale nel panorama delle eccellenze italiane e una stagione golfistica 2026 che lo ha visto protagonista da nord a sud della Lombardia, Antonio Faravelli si conferma come uno degli imprenditori più dinamici e visionari del settore enologico italiano, capace di trasformare il binomio golf-vino in un autentico motore di sviluppo per il territorio.