Dichiarato "fit" per le prove libere del Gran Premio d'Italia, Marc Marquez vuole correre al Mugello fino a domenica: ma i problemi non mancano.
Marc Marquez al Mugello ci sarà, dopo il pesante infortunio di Le Mans. Superati i test effettuati con il medico della MotoGP Angel Charte, il catalano della Ducati sarà regolarmente in pista per le prove libere del Gran Premio d’Italia. Dalle sue parole, però, si capisce che se il peggio è passato i problemi fisici sono tutt’altro che superati. Tanto che a dominare è la grande cautela.
“Il piede era e resta rotto, ma per andare in moto non è un gran problema. Non mi preoccupa, è una sciocchezza che non dovrebbe limitare le mie prestazioni – ha dichiarato Marquez alla stampa presente al Mugello -. Casomai i veri problemi riguardano la spalla, perché il danno si è rivelato più grave del previsto. Servirà tempo per tornare al meglio, la vite toccava il nervo e questo aveva anche effetto su alcuni muscoli. Ma con i medici abbiamo stabilito che il momento di tornare in moto era arrivato, anche se dovrò farlo con la mentalità giusta”.
Marquez ha comunque ammesso di non essere al Mugello per fare un semplice esperimento. La sua intenzione è di effettuare in sella alla sua Ducati l’intero programma del fine settimana, fino alla domenica. “Se sono qui è perché mi sento in grado di arrivare fino in fondo. Chiaro che io non sia al massimo, dovrò lavorare un passo alla volta. La gara è la gara e il rischio c’è, ma nel corso del settimana vedrò se riesco ad adattarmi a come mi sentirò”, ha spiegato il catalano.
Per comprendere la portata del problema fisico che Marquez ha dovuto affrontare, vale la pena ricordare le sue stesse parole pronunciate dopo la caduta nella Sprint di Le Mans, diventate virali sui social: “Guido con un braccio e mezzo. Ho corso tutte queste gare con una vite che toccava il nervo che controlla tutto il braccio. Il braccio mi va ‘on-off’ e non riesco a spingere”. Una confessione che aveva fatto il giro del mondo, accompagnata dalle immagini di un Marquez in lacrime nel box Ducati, affranto per un infortunio che lo aveva costretto a saltare non solo la gara lunga di Le Mans, ma anche il Gran Premio di Catalogna.
La scelta di rientrare proprio al Mugello non è priva di insidie, come aveva sottolineato nei giorni scorsi l’ex campione del mondo Max Biaggi: “Il Mugello è una delle piste più faticose del calendario. Rientrare lì dopo l’operazione al piede e alla spalla non sarà una cosa semplice per lui”. Biaggi aveva anche espresso dubbi sulla condizione del pilota spagnolo: “Non credo al fatto che lo rivedremo al 100%, però credo che proverà a correre al meglio che può, ma dovremo anche dargli del tempo per rivederlo al top”. Parole che risuonano con quanto ammesso dallo stesso Marquez, consapevole di non poter ancora esprimersi ai massimi livelli.
Anche il team Ducati aveva mantenuto a lungo un atteggiamento prudente sul rientro del proprio fuoriclasse. Il team manager Davide Tardozzi, interpellato a margine dei test di Barcellona, aveva dichiarato: “Lui deve ritornare in pista in buone condizioni, fisiche e mentali. Ora come ora, contano solo la sua salute e il suo pieno recupero”. Un approccio cauto che alla fine ha lasciato spazio al via libera, dopo che i controlli medici hanno confermato la fattibilità del rientro in gara.
A credere nelle capacità di recupero di Marquez è anche Kevin Schwantz, leggenda del Motomondiale e campione del mondo 1993. L’americano, interpellato sulla situazione dello spagnolo, non ha nascosto il proprio ottimismo: “Se c’è qualcuno che può riuscirci è lui, anche se ogni infortunio rende tutto più difficile. È stato incredibile vedere Marc tornare dopo tre anni difficili senza vincere e conquistare il mondiale in modo così dominante lo scorso anno. Dobbiamo aspettare e vedere quanto siano gravi davvero spalla e piede. Ogni volta che rientri da un infortunio è sempre più difficile, ma lui ce la può fare”. Intanto, con 85 punti di distacco dal leader del Mondiale Marco Bezzecchi, ogni punto conquistato al Mugello potrebbe rivelarsi prezioso per tenere vive le speranze iridate del nove volte campione del mondo.