PizzAut ha già stravinto il Gp d’Italia di Formula 1: “Quest’anno triplichiamo”. E su Kimi Antonelli…

Articolo di Mauro Corno

Torna il Gran Premio d’Italia di Formula 1 e torna anche PizzAut con i suoi ragazzi e con le sue prelibatezze. Nico Acampora, il suo vero e proprio deus ex machina, in occasione della presentazione della gara andata in scena all’Automobile Club di Milano ha raccontato in esclusiva a Sportal.it le novità del progetto in vista di un appuntamento che vedrà protagonisti venti ragazzi autistici.

Quali sono le novità di quest’anno?

Quest’anno ce ne sono di grandi perché triplichiamo. Oltre a essere nel paddock con i ragazzi e a preparare le pizze per piloti, meccanici e vip, saremo anche con i tifosi nella fan zone e sul territorio. Avremo quindi tre pizza bus, tre food truck e venti ragazzi autistici al lavoro. In questo caso la disabilità non fa da corollario, ma diventa davvero protagonista.

Ci sarà anche una nuova pizza…

Sì, ci sarà la pizza Kimi Antonelli. Abbiamo coinvolto direttamente Kimi per realizzarla. Stefano Domenicali, che è un grande amico di PizzAut, lo ha chiamato e gli ha chiesto quali ingredienti avrebbe voluto trovare sulla pizza. Per il momento sarà una sorpresa. Probabilmente la presenteremo già giovedì, perché dovremmo incontrare Kimi e assaggiarla insieme a lui.

PizzAut sta diventando sempre più conosciuta e, insieme con la gente comune, sono sempre di più anche i personaggi famosi che vengono a trovarvi.

Sì, vengono a trovarci sempre più persone. I vip, prima di tutto, sono persone e molto spesso capita che abbiano anche una certa familiarità con l’autismo, pur senza raccontarlo pubblicamente. Vengono da noi per respirare un po’ di aria buona e conoscere una realtà che prova a dimostrare che un mondo migliore è possibile.

Sei sempre più fiero di quello che state facendo: te lo si legge in faccia

Certamente, sono anche sempre più contento e… più stanco (sorride, ndr).

Da oltre vent’anni Editor-in-Chief di Sportal.it si è laureato in Scienze Politiche alla Statale di Milano con una tesi su Georges Simenon. Ha scritto due libri su calciatori e allenatori italiani all’estero ("Ai confini dell’impero" e "Nuovi confini dell’Impero") e, nel 2026, "I social prima dei social". Da bimbo era certo che avrebbe giocato in serie A ma già in Seconda Categoria faticava.

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